Nuove regole UE sulle auto a fine vita: riciclo, passaporto digitale e controllo sulle esportazioni

Nuove regole UE sulle auto a fine vita: riciclo, passaporto digitale e controllo sulle esportazioni. Cambiamenti dal 2026 al 2036.

Nuove regole UE sulle auto a fine vita: riciclo, passaporto digitale e controllo sulle esportazioni
Auto a fine vita, nuove regole UE: riciclo, passaporto digitale e controllo sulle esportazioni
Auto a fine vita, nuove regole UE: riciclo, passaporto digitale e controllo sulle esportazioni

Il 13 agosto 2026 entra in vigore il nuovo Regolamento UE 2026/1738, che modifica le regole per le auto a fine vita, introducendo obblighi di riciclo, un passaporto digitale e controlli più severi sulle esportazioni. L’obiettivo è creare un ciclo chiuso per i veicoli, con un maggiore riciclo e una maggiore tracciabilità. Le nuove norme si applicheranno gradualmente nel corso dei prossimi anni, con effetti significativi dal 2026 al 2036.

Obblighi di riciclo e responsabilità estesa del produttore

Il regolamento impone ai costruttori di progettare i veicoli pensando anche alla loro fine di vita, rendendo più semplice la rimozione, il recupero e il riciclo dei componenti. Questo principio, detto “ecodesign”, richiede che i materiali e i componenti siano facilmente accessibili e riciclabili. Inoltre, i produttori dovranno partecipare attivamente alla gestione del veicolo alla fine del suo ciclo, condividendo i costi di raccolta e trattamento. La responsabilità estesa del produttore diventa un elemento chiave per la sostenibilità del settore automobilistico. La normativa prevede anche un aumento del riciclo delle materie prime, con l’obiettivo di far sì che almeno il 15% della plastica utilizzata nei nuovi veicoli provenga da materiali riciclati entro sei anni dall’entrata in vigore del regolamento. Entro dieci anni, la percentuale salirà al 25%. Questo obbligo contribuirà a creare un ciclo chiuso, in cui i materiali provenienti dalle automobili demolite tornino a essere utilizzati in nuove vetture.

Controlli sulle esportazioni e sul mercato dell’usato

Le nuove regole prevedono anche una stretta sulle esportazioni di veicoli dichiarati non più idonei alla circolazione. Il divieto di esportare fuori dall’UE tali veicoli entrerà in vigore nel 2031, cinque anni dopo l’entrata in vigore del regolamento. Questo provvedimento mira a contrastare il fenomeno di veicoli che vengono esportati come usati ma che in realtà sono già arrivati alla fine della loro vita. Inoltre, la vendita dell’usato sarà più regolamentata, con controlli più severi sullo stato dei mezzi destinati all’esportazione.

Per gli automobilisti italiani, la domanda principale è: cosa cambia davvero e da quando? La risposta è che le nuove regole si applicheranno gradualmente, con effetti che si distribuiranno nel tempo. Alcuni obblighi saranno introdotti entro tre anni, mentre altri saranno applicati entro cinque o dieci anni. La vera trasformazione del settore automobilistico europeo si vedrà soprattutto nel corso del prossimo decennio, con un impatto significativo sul riciclo, sulla tracciabilità e sulla responsabilità dei produttori.

La responsabilità estesa del produttore diventa un elemento chiave per la sostenibilità del settore automobilistico.

La normativa prevede un aumento del riciclo delle materie prime, con l’obiettivo di far sì che almeno il 15% della plastica utilizzata nei nuovi veicoli provenga da materiali riciclati entro sei anni.