Lucas di Grassi, il pioniere di Formula E che potrebbe non aver mai corso in essa

Lucas di Grassi, pioniere di Formula E, potrebbe non aver mai corso nella serie elettrica. Il pilota si prepara al suo ultimo Gran Premio.

Lucas di Grassi, il pioniere di Formula E che potrebbe non aver mai corso in essa
Lucas di Grassi, pilota di Formula E, si prepara al suo ultimo Gran Premio
Lucas di Grassi, pilota di Formula E, si prepara al suo ultimo Gran Premio

Luca di Grassi, uno dei pionieri della Formula E, potrebbe non aver mai corso nella serie elettrica. Il pilota brasiliano, che ha trascorso 12 anni nella categoria, ha rivelato di non aver visto inizialmente Formula E come una carriera, ma come un progetto di interesse personale. Il 42enne, attualmente alla guida per la Lola-Yamaha Abt, si prepara al suo ultimo Gran Premio, che segnerà la fine di una carriera che ha visto spaziare dal motorsport tradizionale alla rivoluzione elettrica.

Un inizio non certo nella Formula E

Nonostante la sua carriera in Formula E sia stata lunga e intensa, di Grassi non aveva inizialmente intenzione di correre nella serie elettrica. Nel 2013, quando la Formula E si preparava a iniziare nel 2014, il pilota era ancora impegnato a consolidare la sua posizione al team Audi Sport. “Non volevo correre in Formula E”, ha confermato di Grassi. “Volevo rimanere come direttore e correre in LMP solo.” Tuttavia, il suo entusiasmo per il progetto elettrico, insieme al sostegno di Abt e Audi Sport, ha cambiato il corso delle sue decisioni.

La decisione di unirsi a Formula E fu un passo rischioso ma determinante.

Un progetto che ha cambiato il motorsport

La Formula E, all’epoca del suo debutto, era un’idea audace e poco conosciuta. I carri lappavano il circuito a velocità simili a quelle della Formula Ford 1600. Di Grassi, però, ha visto in questa sfida un’opportunità unica. “Sono stato molto contento di essere parte di questa avventura, sia in pista che fuori”, ha detto. Il suo impegno non si è limitato al cockpit: ha contribuito attivamente al processo di sviluppo della serie, collaborando con Abt e Audi Sport per portare il nome del team nella Formula E. Il risultato fu un accordo che ha reso il progetto più attraente per sponsor e partner. Nonostante i dubbi iniziali, di Grassi ha scelto di correre. “La probabilità più alta era che la serie non sopravvivesse”, ha ammesso. “Ma ho creduto in Alejandro Agag e ho pensato che lui sarebbe riuscito a farlo avvenire.” Questa fiducia si è rivelata fondata, e la Formula E è diventata una delle competizioni più importanti del motorsport moderno.

Un finale di carriera che guarda al futuro

Con il suo ultimo Gran Premio in programma, di Grassi si prepara a chiudere una carriera che ha visto spaziare da Formula Renault a Formula 1, passando per le competizioni di endurance e la Formula E. Il pilota, noto per la sua determinazione e la sua passione, ha sempre guardato al futuro. “Oggi, con la Gen4, è un momento importante perché cercano prestazioni e per me questo cambierà il gioco”, ha detto. “Non solo per i piloti, ma per il pubblico. Voglio che Formula E diventi più veloce di F1, e credo che succederà prima di quanto si pensa.”

Nonostante il passato non sia stato privo di sfide, di Grassi rimane ottimista. “Sono sempre stato un uomo che guarda avanti”, ha concluso. “Sono insoddisfatto, ma non ho mai smesso di essere ambizioso.” Il suo futuro, però, non è ancora definito. Mentre si prepara al suo ultimo Gran Premio, il pilota ha già in mente nuovi progetti, che potrebbero portarlo a continuare a influenzare il motorsport in modi diversi da quelli che ha visto finora.