Ricarica al mattino, il nuovo problema delle auto elettriche aziendali

Nuovo problema per le reti elettriche: la ricarica al mattino delle auto elettriche aziendali in Olanda mette sotto pressione la rete.

Ricarica al mattino, il nuovo problema delle auto elettriche aziendali
Auto elettriche aziendali collegate al mattino, creando picchi di consumo nella rete elettrica
Auto elettriche aziendali collegate al mattino, creando picchi di consumo nella rete elettrica

Nel contesto della crescente diffusione delle auto elettriche aziendali, un nuovo problema sta emergendo: la ricarica al mattino, concentrata in aree urbane con forte presenza di uffici e flotte elettriche. Nei Paesi Bassi, i dati mostrano un picco di consumo energetico durante l’orario di ingresso negli uffici, quando migliaia di automobilisti collegano le loro vetture alle colonnine. Questo fenomeno, analizzato su quasi 2 milioni di sessioni di ricarica nell’arco di un anno, mette sotto pressione le reti locali a bassa tensione, soprattutto in zone industriali e quartieri direzionali.

La ricarica al mattino, un problema di timing

Il problema non riguarda la quantità complessiva di energia necessaria per ricaricare le auto elettriche, ma il momento in cui migliaia di automobilisti decidono di collegarsi alle colonnine. Quando i dipendenti arrivano al lavoro e parcheggiano, spesso collegano immediatamente l’auto alla presa, creando un picco di richiesta di potenza che si sovrappone ai consumi degli edifici per illuminazione, climatizzazione e attività informatiche. Questo comportamento, ripetuto da centinaia di persone nello stesso momento, può aumentare la pressione sulle reti locali.

Soluzioni: ricarica intelligente e contratti energetici dinamici

Per evitare il sovraccarico, non è necessario impedire ai dipendenti di collegare l’auto appena arrivati. Una soluzione potrebbe essere la ricarica intelligente, in cui tutte le vetture rimangono fisicamente collegate alle colonnine, ma un sistema centrale decide quando e con quale potenza ricaricare ciascuna batteria. In questo modo, l’energia viene distribuita durante la giornata, anziché richiesta quasi contemporaneamente alle 8 o alle 9 del mattino. Questo approccio potrebbe ridurre la concentrazione di consumo e migliorare l’efficienza del sistema.

Un’altra opzione è l’utilizzo di contratti energetici dinamici, che permettono di spostare la ricarica nelle fasce in cui la rete dispone di maggiore capacità o l’energia risulta più conveniente. Inoltre, un dipendente che lascia l’auto parcheggiata per otto ore raramente ha bisogno che la batteria venga caricata alla massima potenza immediatamente dopo l’arrivo. Questo suggerisce che non sempre è necessario ricaricare al massimo in quel momento, ma è possibile posticipare la carica senza compromettere l’uso successivo. Il caso olandese mette in evidenza un aspetto importante della transizione elettrica: aumentare il numero delle colonnine non basta se tutte vengono utilizzate alla massima potenza negli stessi momenti. Una soluzione più semplice potrebbe essere organizzare automaticamente dei turni, dando priorità alle vetture che devono ripartire prima e posticipando quelle destinate a rimanere ferme per tutta la giornata. Con l’aumento delle flotte elettriche, la gestione della ricarica potrebbe diventare importante quanto la disponibilità delle infrastrutture.