Una moto d’epoca torna in pista: la Suzuki RGV 500 di Schwantz a Assen

La Suzuki RGV 500 di Kevin Schwantz torna in pista a Assen: un test storico tra passato e presente

Una moto d’epoca torna in pista: la Suzuki RGV 500 di Schwantz a Assen
Una moto d’epoca in pista a Assen, con Danny Webb e Peter Hickman in sella
Una moto d’epoca in pista a Assen, con Danny Webb e Peter Hickman in sella

Una moto d’epoca torna in pista dopo decenni di inattività: la Suzuki RGV 500 di Kevin Schwantz, un pezzo unico con solo tre esemplari originali al mondo, ha sfilato sul tracciato di Assen. Il test, condotto dal pilota britannico Danny Webb, ha visto la moto affrontare una gara vera contro la Norton Rotary WSR di Peter Hickman. L’evento, reso possibile grazie a un’idea audace, ha messo in mostra le caratteristiche uniche di una macchina che ha segnato l’epoca delle due tempi. La prova, registrata in video, ha suscitato interesse per la sua capacità di regalare uno spettacolo d’altri tempi.

Una leggenda in pista

La Suzuki RGV 500, prodotta nel 1989, è un simbolo del passato. Con una potenza di 165 CV a 12.000 giri/min e un peso di soli 130 kg, la moto è stata una delle più potenti del suo tempo. La sua erogazione non progressiva e l’assenza di elettronica di bordo la rendono unica. Il pilota Danny Webb, esperto e con una carriera in Moto3, Supersport e Tourist Trophy, ha affrontato la sfida di guidarla in pista. La sua esperienza è stata fondamentale per gestire la moto, che richiede uno stile di guida completamente diverso rispetto a quelli moderni.

La RGV 500 è un pezzo unico, con solo tre esemplari originali al mondo. Il test ha visto la moto affrontare una gara vera contro la Norton Rotary WSR di Peter Hickman. La prova, registrata in video, ha suscitato interesse per la sua capacità di regalare uno spettacolo d’altri tempi. La moto, in livrea Pepsi, è tornata in pista dopo anni di inattività, grazie a un’idea audace.

Un’epoca senza freni

La RGV 500 è stata definita “inguidabile” per la sua natura. L’erogazione del motore due tempi non è progressiva, ma si attiva improvvisamente, come se un interruttore fosse premuto a centro curva. L’assenza di freno motore ha portato a incidenti gravi, come i famosi highside, quando i piloti venivano sbalzati in aria. Oggi, le moto moderne sono gestite da centraline che correggono le perdite di aderenza in tempo reale. La RGV 500, invece, richiede una gestione manuale, con il pilota che deve controllare ogni aspetto del motore.

Nonostante l’uso di pneumatici moderni, la Suzuki richiede un approccio diverso. Bisogna lasciare scorrere la moto in curva, mantenere i giri alti e gestire l’avantreno, che tende a alzarsi con ogni riapertura del gas. Il video della prova mostra la lotta ravvicinata tra la RGV 500 e la Norton Rotary WSR, con sorpassi all’ultimo metro e uscite di curva con la ruota anteriore a mezz’aria. Il duello tra due leggende del motorsport ha dimostrato che, se guidate da chi sa il fatto suo, queste pietre miliari sanno ancora regalare uno spettacolo d’altri tempi.

La prova ha sottolineato l’importanza del pilota. Danny Webb, l’ultimo a vincere una pole position nella classe 125 due tempi, ha dimostrato come la sua esperienza sia stata fondamentale per affrontare una moto così diversa. La sua partecipazione al test ha reso l’evento non solo un momento di nostalgia, ma anche un’occasione per ripensare a come le tecnologie di oggi hanno trasformato il motorsport. La RGV 500, con il suo rombo inconfondibile e la sua storia, è tornata in pista, ricordando che il passato può ancora regalare emozioni uniche.