Il cambio manuale si fa raro, ma per Aston Martin è questione di elettronica

Il cambio manuale si fa raro, ma per Aston Martin è questione di elettronica.

Il cambio manuale si fa raro, ma per Aston Martin è questione di elettronica
Un'auto con cambio manuale e sistemi ADAS, con il conducente al volante
Un’auto con cambio manuale e sistemi ADAS, con il conducente al volante

Il cambio manuale si fa raro, ma per Aston Martin è questione di elettronica

Il cambio manuale, una volta simbolo di controllo e personalità, si sta rendendo sempre più raro nel panorama automobilistico. Per Aston Martin, però, il problema non è tanto la domanda o la meccanica, ma l’integrazione con i sistemi ADAS, che sono diventati essenziali per le auto moderne. Il CEO Adrian Hallmark ha spiegato che il vero ostacolo è elettronico: integrare un cambio manuale con i sistemi di sicurezza e controllo avanzati richiede un’architettura specifica, costosa e poco giustificabile per un mercato limitato.

La natura commerciale del problema
Hallmark non nasconde la dimensione economica del problema. Secondo lui, il costo di sviluppare un cambio manuale compatibile con i sistemi ADAS supera il ritorno economico, soprattutto in un mercato in cui il numero di clienti interessati è limitato. «Quando guardi quante auto devi vendere, e a quale sovrapprezzo, per ripagare il costo del cambio e dell’elettronica, il conto è marginale», ha spiegato. Questo, in particolare, si fa sentire nei modelli di fascia alta, dove la platea di acquirenti disposti a pagare per un cambio manuale è ancora più ristretta.

Una soluzione alternativa: il finto cambio manuale

Aston Martin ha scelto di non abbandonare del tutto il cambio manuale, ma di cercare alternative. La Ferrari, ad esempio, ha introdotto la 12Cilindri Manuale, che simula l’esperienza del cambio manuale attraverso un doppia frizione automatizzato. Hallmark ritiene che questa soluzione sia più sostenibile industrialmente rispetto a un cambio manuale vero e proprio. Tuttavia, per Aston Martin, questa strada non è ancora definitiva. Il dirigente ha chiarito che il cambio manuale vero e proprio potrebbe tornare in futuro, ma solo in una fascia di prezzo molto esclusiva.

Un simbolo di identità e di epoca
Daniele Di Geronimo, giornalista pubblicista che scrive di automobili, ha sottolineato come l’auto racconti molto del tempo in cui è stata pensata, prodotta e commercializzata. Il cambio manuale, pur essendo in declino, continua a dire qualcosa su chi lo compra e chi no. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita, ma anche di chi, per esigenza o necessità, lo sceglie. L’evoluzione del mercato e delle tecnologie ha reso il cambio manuale un simbolo di identità, ma anche di una certa epoca.

Il problema di fondo, come ha spiegato Hallmark, non è progettare o acquistare un cambio manuale, ma farlo dialogare correttamente con l’architettura elettronica e i sistemi di sicurezza dell’auto. Il problema, quindi, non è la domanda, né la meccanica del cambio in sé, ma l’integrazione con gli ADAS. Togliere gli ADAS non è un’opzione percorribile, quindi la casa dovrebbe sviluppare un sistema compatibile sia con il manuale sia con i requisiti di sicurezza attivi. Un lavoro che, secondo Hallmark, costerebbe più della progettazione di un cambio manuale ex novo. Il cambio manuale, pur essendo in declino, continua a dire qualcosa su chi lo compra e chi no. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita, ma anche di chi, per esigenza o necessità, lo sceglie. L’evoluzione del mercato e delle tecnologie ha reso il cambio manuale un simbolo di identità, ma anche di una certa epoca.