PureTech sotto accusa, ma i motori degli anni Settanta avevano già problemi a 8.000 km
Il PureTech ha suscitato critiche, ma i test degli anni Settanta rivelano guasti simili a quelli attuali.

Il motore PureTech, prodotto da PSA e successivamente da Stellantis, ha suscitato numerose critiche per i problemi di affidabilità, ma i dati di test degli anni Settanta e Ottanta mostrano che anche le automobili di allora avevano già guasti significativi. In alcuni casi, i motori si rompevano già a 8.000 km, un dato che mette in discussione l’immagine romantica di vetture robuste e praticamente indistruttibili. I test di durata condotti in Francia da Auto-Journal, recuperati da Caradisiac, hanno rivelato episodi clamorosi che oggi non sembrano così insoliti.
Guasti meccanici anche negli anni Settanta
Un esempio significativo è la Citroën CX 2000 del 1975, un motore considerato robusto e di alta qualità. Durante un test di 50.000 km, il motore ha mostrato un albero a camme usurato e la necessità di sostituire integralmente le fasce elastiche. La spesa, calcolata in base ai prezzi attuali, sarebbe costata circa 1.242 euro. Un intervento importante, ma all’epoca economicamente sostenibile, grazie alla possibilità di riparare componenti singoli.
Altri casi hanno evidenziato guasti estremi già a distanze molto basse. Nel 1980, una Peugeot 505 STI ha visto il motore Douvrin rompersi a 8.746 km a causa di una perdita d’olio che ha danneggiato una biella. Il motore è stato sostituito in garanzia, ma il secondo propulsore ha completato i 41.000 km rimanenti senza ulteriori problemi. Anche il diesel non era immune: una Peugeot 505 GTD Turbo ha smesso di funzionare intorno ai 61.000 km a causa di una guarnizione danneggiata.
Costi e complessità delle riparazioni
La differenza principale tra allora e oggi riguarda la complessità delle riparazioni. Negli anni Settanta e Ottanta, un guasto importante poteva essere affrontato intervenendo sui singoli componenti, con costi di manodopera e ricambi molto diversi da quelli attuali. Oggi, invece, su alcuni propulsori moderni, determinate parti non vengono più riparate separatamente: viene sostituito direttamente un gruppo completo, facendo lievitare rapidamente il conto. La sostituzione di un PureTech 1.2 può arrivare a circa 10.000 euro.
Le automobili moderne sono mediamente più efficienti e capaci di percorrere grandi chilometraggi, ma quando qualcosa va storto, il conto può diventare enorme. La complessità dei componenti moderni ha reso le riparazioni più costose e meno accessibili. I vecchi test francesi non cancellano quindi le responsabilità legate ai problemi del PureTech. Dimostrano però che anche alcuni motori oggi ricordati come esempi di robustezza potevano riservare guasti molto seri. La Renault ha visto episodi simili: una Renault 5 TL del 1972 ha avuto un problema alla testata prima di raggiungere i 10.000 km, mentre una Renault 21 GTS del 1986 ha richiesto la sostituzione del motore a circa 8.000 km. Questi dati ridimensionano l’idea che le automobili del passato fossero praticamente indistruttibili.