Chery supera i 20 milioni di auto vendute a livello globale, con un terzo dei clienti fuori dalla Cina
Chery supera i 20 milioni di auto vendute a livello globale, con un terzo dei clienti fuori dalla Cina.

Chery, il costruttore automobilistico cinese, ha superato i 20 milioni di veicoli venduti a livello globale, raggiungendo il traguardo a 29 anni dalla fondazione. Un terzo dei clienti del gruppo vive al di fuori della Cina, segno di una crescita internazionale in costante aumento. La strategia del gruppo si basa su un portafoglio tecnologico avanzato e su una presenza in oltre 130 Paesi. La crescita più significativa si registra in Europa, dove le vendite sono aumentate del 212% nei primi sei mesi del 2026.
Export in forte crescita
La dimensione internazionale di Chery è ulteriormente confermata dai dati del primo semestre 2026, in cui il gruppo ha esportato 943.800 veicoli, con un incremento del 71,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Chery ha inoltre stabilito per quattro mesi consecutivi il record mensile di esportazioni per un costruttore automobilistico cinese, con una media di un veicolo esportato ogni 17 secondi. La crescita più significativa riguarda proprio l’Europa, dove nei primi sei mesi dell’anno Chery ha venduto 174.000 veicoli, con un incremento del 212% su base annua.
La vettura numero 20 milioni è una Fulwin elettrica ad autonomia estesa, simbolo del passaggio del gruppo verso una nuova fase industriale. La Fulwin originale fu il primo modello prodotto da Chery e la prima vettura esportata all’estero. Oggi, la famiglia Fulwin rappresenta una delle tecnologie chiave del portafoglio di Chery, che comprende oltre 400 tecnologie avanzate, tra cui la batteria Rhino, sistemi per la guida intelligente e il sistema ibrido CSH.
Una strategia senza joint venture
Il percorso di Chery è iniziato negli anni Novanta, quando il costruttore cinese scelse una strada allora tutt’altro che scontata: sviluppare in autonomia il proprio marchio e le proprie attività di ricerca e sviluppo, senza affidarsi esclusivamente alle joint venture con i grandi costruttori internazionali. Nell’agosto 2007 Chery diventò il primo marchio automobilistico cinese a superare un milione di veicoli venduti cumulativamente. Da allora sono arrivati i traguardi dei 2, 3 e 5 milioni, fino ai 20 milioni raggiunti quest’anno. La crescita riflette un progressivo sviluppo delle competenze tecnologiche interne, fino alla capacità di progettare e produrre i principali sistemi che compongono un’automobile moderna. L’azienda sta inoltre cercando di ampliare il proprio perimetro oltre la produzione automobilistica tradizionale, con attività che comprendono componentistica, servizi finanziari e sviluppo di soluzioni di robotica dotate di intelligenza artificiale.
Dall’export alla produzione locale, il prossimo passo sembra essere quello di trasformare la presenza internazionale da semplice attività di esportazione a una vera strategia industriale globale. Un esempio arriva dal Sudafrica, dove il 3 luglio scorso Chery ha annunciato la riqualificazione dello stabilimento di Rosslyn. Il progetto prevede il mantenimento dei 692 dipendenti attuali e la creazione di quasi 3.000 nuovi posti di lavoro nell’indotto. Nel complesso, Chery conta oggi circa 150.000 dipendenti nel mondo, oltre 20.000 dei quali operano fuori dalla Cina.