Alfa Romeo GTV6 Napolina torna in pista dopo 40 anni con il V6 Busso
Alfa Romeo GTV6 Napolina torna in pista dopo 40 anni con il V6 Busso, restaurata da Chris Snowdon Racing.
L’Alfa Romeo GTV6 Napolina, dopo 40 anni di inattività, è tornata a correre in pista con il suo V6 Busso, grazie a un lungo e complesso processo di restauro condotto da Chris Snowdon Racing. La vettura, una delle più iconiche del BTCC degli anni Ottanta, ha ritrovato la sua voce e la sua efficienza, mostrando di aver superato con successo le sfide del tempo. Il ritorno avvenuto al Goodwood Members’ Meeting e al Festival Italia di Brands Hatch ha segnato un momento significativo per la storia delle competizioni automobilistiche.
Un caso unico nella storia del BTCC
La GTV6 Napolina era un caso particolare: fu l’unica GTV6 configurata in Gruppo 1 a gareggiare ufficialmente prima della sua trasformazione in Gruppo A nel 1983, quando divennero possibili modifiche più importanti a motore e sospensioni. La vettura, originariamente dipinta in nero con bande rosse e verdi, fu sponsorizzata da Napolina e rimase sulla carrozzeria fino alla stagione 1985, quando fu riverniciata di bianco per il nuovo sponsor John West. Dopo un incidente durante una dimostrazione a Snetterton, alla fine del 1985, la GTV6 fu abbandonata e rimase ferma per decenni. Fu acquistata da Chris Snowdon Racing, che la restaurò seguendo le specifiche storiche di omologazione. Il V6 Busso, originariamente da 2,5 litri, fu completamente ricostruito, raggiungendo circa 230-240 CV con un regime massimo di 8.000 giri al minuto.
Il V6 Busso è tornato a cantare dopo quarant’anni di silenzio.
Un telaio da competizione storico
La GTV6 restaurata deve rispettare le regole delle principali competizioni storiche, tra cui l’utilizzo di pneumatici diagonali scolpiti. Questo ha reso particolarmente delicata la messa a punto delle sospensioni, con ammortizzatori Koni regolabili e sospensioni montate su uniball, molle e barre antirollio rinforzate. CSR ha sviluppato anche ammortizzatori specifici con Quantum per ridurre il sottosterzo alle alte velocità senza compromettere le caratteristiche originali. La vettura, con un telaio da guidare con precisione, ha richiesto un modo preciso di guidare. In frenata, bisogna trasferire carico sull’avantreno per aiutare la vettura a ruotare, mentre una perdita di aderenza del posteriore può rendere difficile recuperare la traiettoria. Anche le ruote sono state ricostruite, con una riproduzione su misura delle Compomotive TH Turbo originali, mantenendo la struttura in tre parti e il disegno storico.
La GTV6 nera ha confermato in pista la bontà del lavoro svolto da CSR.
Il ritorno a Goodwood e Brands Hatch ha visto la GTV6 condividere la guida con Tiff Needell nel Win Percy Trophy, ottenendo un 20° posto nella prima manche e un 15° nella seconda. La GTV6 nera ha confermato in pista la bontà del lavoro svolto da CSR, con il V6 Busso che è tornato a cantare dopo quarant’anni di silenzio.