Stellantis prolunga sospensione a Cassino, sindacati chiedono chiarimenti sul piano industriale

Stellantis prolunga sospensione a Cassino, sindacati chiedono chiarimenti sul piano industriale

Stellantis prolunga sospensione a Cassino, sindacati chiedono chiarimenti sul piano industriale

Stellantis ha prolungato lo stop nello stabilimento di Cassino fino al 23 ottobre, lasciando i lavoratori in attesa di dettagli sul futuro dell’azienda. La sospensione, che riguarda i reparti di lastratura, verniciatura e montaggio, si estende per altri cinque giorni, con l’attivazione limitata al personale necessario per le operazioni della “fabbrica 0”. I sindacati, in attesa di un piano industriale chiaro, sollecitano l’Unione Europea e il governo italiano a definire normative e interventi per ridurre i costi dell’energia e migliorare la competitività. La situazione, già complessa, si fa più incerta con l’incertezza sul riavvio delle linee produttive e sulle prospettive per Maserati.

Chiarimenti richiesti sul piano industriale

I sindacati Fim, Uilm, Fismic e Uglm hanno sollecitato un’accelerazione, in vista dell’imminente lancio di un modello Alfa Romeo. La disponibilità di propulsori competitivi, prodotti in Italia, è vista come un fattore chiave per rendere i veicoli più appetibili e ridurre l’uso della cassa integrazione. La richiesta di interventi strutturali, entro il 31 dicembre, è volta a garantire stabilità e sostenibilità per gli stabilimenti. Inoltre, i sindacati hanno sottolineato l’importanza di una ripresa che coinvolga anche la filiera dei fornitori e la logistica, settori che continuano a risentire delle difficoltà produttive.

La situazione a Cassino rimane ferma, con un’altra settimana di stop produttivo. Per quanto riguarda Mirafiori, è previsto il ricorso alla cassa integrazione, con due settimane di fermo al mese. La produzione di fine anno è prevista intorno ai 60.000 veicoli, un dato in calo rispetto ai 100.000 inizialmente annunciati. A Termoli, il coordinatore nazionale della Fim-Cisl, Stefano Boschini, ha sottolineato l’urgenza di tutelare l’occupazione e la filiera attraverso un piano industriale ben definito.

Stato di avanzamento per gli stabilimenti

Stellantis ha ribadito che gli aggiornamenti relativi a Cassino e Termoli saranno comunicati entro la fine dell’anno. La riduzione del 30% nel ricorso agli ammortizzatori sociali rispetto al 2025 rappresenta un ulteriore passo verso la gestione dei costi, ma non risolve le preoccupazioni dei sindacati. La mancanza di dettagli concreti sul futuro dello stabilimento di Cassino alimenta l’incertezza tra i lavoratori. I sindacati continuano a chiedere un piano industriale che traduca in volumi produttivi effettivi l’assegnazione di nuovi modelli, non solo per Cassino, ma anche per Mirafiori e Melfi.

La situazione, inoltre, è segnata da un’attenzione crescente sulle condizioni operative all’interno degli stabilimenti. I sindacati sollecitano l’Unione Europea e il governo italiano a definire normative chiare e a mettere in campo interventi strutturali per far fronte ai costi dell’energia. Cresce il timore che le sanzioni normative e gli elevati oneri economici rendano sempre più arduo il recupero della competitività. La prossima settimana sarà cruciale per i lavoratori, che attendono una risposta chiara sulla ripartenza delle linee produttive e sul ruolo di Maserati nel piano industriale. La sospensione prolungata a Cassino non solo crea incertezza, ma anche tensione tra i dipendenti, che sperano in un futuro più stabile e concreto per l’industria automobilistica italiana.