Polestar 4, studio rivela che emozione alla guida non dipende solo dalla velocità
Studio Polestar 4: emozione alla guida non è solo velocità, ma cambi di ritmo e sensazioni.
Un nuovo studio condotto da Polestar in collaborazione con l’Università di Oxford ha rivelato che il piacere di guida non dipende solo dalla velocità, ma da come l’auto risponde ai cambi di ritmo e alle dinamiche di guida. L’esperienza al volante, in particolare con la Polestar 4, sembra essere più legata a momenti di accelerazione improvvisa, frenata e scollinamento, piuttosto che a numeri tecnici come velocità o potenza. L’analisi, basata su dati di telemetria, battito cardiaco e reazioni fisiche, ha coinvolto dodici guidatori esperti che hanno testato due versioni della Polestar 4, una a trazione posteriore e l’altra con trazione integrale e prestazioni elevate.
Emozione e prestazioni: un legame più complesso
Secondo i ricercatori, le auto elettriche, pur raggiungendo prestazioni elevate, eliminano alcuni segnali tradizionali che comunicano emozione, come il suono del motore o le vibrazioni. Per comprendere meglio l’esperienza umana al volante, Polestar ha finanziato uno studio pilota che ha combinato dati di bordo, test psicologici e interviste. I partecipanti hanno espresso una preferenza per la maneggevolezza e il senso di contatto con la strada, seguiti da prestazioni e accelerazione. La sensazione di divertimento è emersa come emozione più frequente.
La Performance non solo più veloce, ma anche più controllata. La versione Performance della Polestar 4, con trazione integrale e potenza di 400 kW, ha mostrato un’accelerazione di picco superiore del 32% e accelerazioni brusche quasi nove volte più frequenti. Tuttavia, i dati hanno rivelato che lo sforzo sullo sterzo è diminuito del 15%, indicando una maggiore facilità nel guidare in modo sportivo. I guidatori hanno espresso un giudizio più positivo sulla Performance, con punte di 93 su 100 per l’esperienza complessiva, rispetto ai 77,9 della versione a trazione posteriore. La sensazione di controllo e fiducia nell’auto è risultata cruciale per l’emozione.
Le reazioni fisiche dei guidatori, come aumento del battito cardiaco e dilatazione delle pupille, sono state più intense durante i cambi di ritmo, non durante i tratti a velocità costante. I ricercatori hanno osservato che i momenti più intensi raccontati dai partecipanti erano proprio i passaggi da una fase all’altra, non i tratti percorsi a tutta velocità. L’esperienza di guida, quindi, sembra essere più legata a come l’auto risponde ai movimenti, piuttosto che a quanto veloce è.
Un passo verso la misurazione dell’esperienza al volante
Il lavoro di Polestar e dell’Università di Oxford rappresenta un passo avanti nella misurazione dell’esperienza umana al volante, collegando le prestazioni tecniche con le reazioni fisiche e psicologiche del guidatore. Le auto elettriche stanno ridefinendo il concetto di prestazione, e volevano capire qualcosa che una scheda tecnica da sola non può dire, cioè l’esperienza umana al volante. «Lavorare con l’Università di Oxford ci permette di guardare alle prestazioni da un’altra prospettiva, collegando l’ingegneria dell’auto all’esperienza di chi la guida», ha spiegato Christian Samson, responsabile degli attributi di prodotto di Polestar. Secondo Max Klapow, dottorando dell’Oxford SDG Impact Lab, «le prestazioni non sono solo andare più veloci. Si tratta di dare a chi guida fiducia e controllo, grazie a risposte dell’auto prevedibili. La nostra ricerca è un passo verso la misurazione di questa esperienza, collegando quello che fa l’auto con quello che succede a chi guida.»