Airbag Takata, da ottobre nessuna revisione per le auto non riparate: i modelli a rischio

Nuove regole per le revisioni: auto non riparate non superano la prova. I modelli coinvolti e come controllare il telaio.

Airbag Takata, da ottobre nessuna revisione per le auto non riparate: i modelli a rischio

Dal 1° ottobre 2026, le automobili interessate da un richiamo grave per gli airbag Takata non potranno superare la revisione periodica se non avranno completato la sostituzione del componente difettoso. La novità riguarda potenzialmente migliaia di automobilisti italiani, proprietari di vetture appartenenti a marchi molto diffusi. La misura è prevista dal decreto MIT n. 229 del 2 luglio 2026, che ha introdotto specifiche procedure di controllo. Fino al 30 settembre, era sufficiente dimostrare di aver prenotato l’intervento, ma dal 15 settembre 2026 sono stati attivati i controlli informatici sulle revisioni, collegati ai numeri di telaio segnalati dai costruttori.

Modelli coinvolti e come verificare la situazione

Il numero di vetture interessate è elevato, con modelli di diversi costruttori. Tra i marchi coinvolti, si segnalano Seat, Nissan e Tesla. Per Seat, i modelli a rischio includono Alhambra (2011-2017), Altea (2010-2015), Altea Freetrack (2013-2015), Ateca (2017), Exeo (2009-2013), Ibiza (2016-2017), Leon 37x (2013-2017), Leon PQ (2010-2014) e Toledo (2013-2017). Per Nissan, i modelli interessati comprendono Almera (22 maggio 2001 – 25 dicembre 2008), Almera Tino (22 agosto 2001 – 21 novembre 2005), Tiida (13 novembre 2007 – 1° agosto 2014), Teana (5 aprile 2004 – 1° novembre 2007), Maxima QX (3 luglio 2000 – 11 giugno 2003), X-Trail (2 luglio 2001 – 28 novembre 2008), Navara (24 aprile 2001 – 25 dicembre 2003), Patrol (19 febbraio 2001 – 24 dicembre 2008), Terrano (6 gennaio 2003 – 28 novembre 2006), Pathfinder (19 luglio 2001 – 9 luglio 2004) e Note (30 agosto 2005 – 19 luglio 2013). Per Tesla, il Model S (2012-2016) è interessato per l’airbag anteriore lato passeggero.

Perché gli airbag Takata sono pericolosi

Il problema riguarda il generatore di gas incaricato di gonfiare l’airbag in caso di incidente. Con il passare degli anni, soprattutto in presenza di temperature elevate e umidità, alcune sostanze possono deteriorarsi. Durante l’attivazione, il dispositivo rischia di rompersi violentemente, proiettando frammenti metallici nell’abitacolo e provocando lesioni potenzialmente mortali. Per questo motivo, numerosi costruttori hanno avviato campagne di richiamo. In alcuni casi è stata introdotta anche la prescrizione Stop Drive, che impone di non utilizzare l’automobile fino alla riparazione.

Per verificare la situazione della propria automobile, è necessario utilizzare il numero di telaio VIN, codice identificativo di 17 caratteri riportato sulla carta di circolazione. Il numero può essere inserito nel portale ufficiale del costruttore oppure comunicato alla rete di assistenza. Anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette a disposizione collegamenti alle pagine dedicate ai richiami. Se la sostituzione non è stata effettuata, per un richiamo grave senza Stop Drive la revisione riceve l’esito «Ripetere». Il controllo deve essere ripetuto entro trenta giorni, dopo aver completato l’intervento. In presenza di Stop Drive, invece, viene disposto l’esito «Ripetere – sospeso dalla circolazione».

La sostituzione dell’airbag è completamente gratuita: ricambi, manodopera e materiali sono a carico del costruttore. Dopo l’intervento è importante conservare la documentazione e accertarsi che il richiamo risulti chiuso nei sistemi informatici. Il divieto di utilizzo deve essere rispettato anche quando la revisione precedente risulta ancora valida.