Nuova categoria M1E per auto elettriche: il bonus è solo per quelle prodotte in UE
L’Europa introduce la categoria M1E per auto elettriche da 15.000 euro, con bonus solo per modelli prodotti nell’Unione.

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La Commissione europea ha introdotto una nuova categoria per le auto elettriche, la M1E, che si applica a veicoli con lunghezza massima di 4,2 metri e prezzo tra 15.000 e 20.000 euro. Questa sottocategoria, nata nel Pacchetto Automotive del 2025, mira a semplificare le regole e a congelare i requisiti tecnici per dieci anni, permettendo ai costruttori di ammortizzare gli investimenti su piattaforme piccole. Il bonus per le emissioni di flotta, che attribuisce 1,3 auto per ogni veicolo venduto, è però limitato alle auto prodotte nell’Unione europea, escludendo quelle costruite in Cina, come la Dacia Spring e la Leapmotor T03.
La M1E non è una categoria a sicurezza ridotta, ma una sottocategoria delle normali autovetture, con standard di omologazione standard. Il criterio dimensionale è l’unico che definisce la categoria, e molti modelli già in listino rientrano nel perimetro. Tra i modelli che potrebbero beneficiare della nuova regola ci sono la Renault 5 E-Tech, la Twingo, la Citroën ë-C3, la Fiat 500e e la Grande Panda, l’Opel Corsa elettrica e la Peugeot e-208. Sono in arrivo anche modelli come la Cupra Raval, la Skoda Epiq e la Volkswagen ID. La categoria è ispirata alle kei car giapponesi, ma le dimensioni sono molto più ampie, comprendendo i segmenti A e B già in commercio in Europa.
La M1E e il vantaggio dei supercrediti
Fino al 2035, per ogni auto M1E venduta il costruttore si vede conteggiare 1,3 vetture ai fini del calcolo delle emissioni medie di flotta, invece di una sola. Il vantaggio vale però solo per i modelli prodotti nell’Unione europea, il che esclude di fatto le elettriche compatte costruite in Cina, come Dacia Spring e Leapmotor T03. La Dacia ha già iniziato a produrre una city car elettrica sotto i 20.000 euro in Slovenia, nello stesso sito della Twingo, per rientrare nei parametri europei. Chi produce fuori dall’Unione, invece, dovrà rivedere i piani o rinunciare al vantaggio.
La M1E rappresenta un’opportunità per i costruttori europei, che possono migliorare i propri numeri sulla CO2 più velocemente vendendo modelli elettrici compatti. Tuttavia, i costruttori che producono fuori dall’UE dovranno rivedere i piani o rinunciare al beneficio. La categoria non è ancora in vigore, ma la Commissione ha annunciato l’intenzione di congelare i requisiti tecnici per dieci anni, per garantire stabilità alle aziende. La semplificazione normativa è uno degli obiettivi principali del Pacchetto Automotive, che mira a rendere più sostenibile il business delle citycar elettriche.
La M1E e il futuro delle elettriche in Europa
La M1E è una proposta legislativa, non una norma in vigore, e deve essere negoziata tra il Parlamento europeo e il Consiglio, con i lavori avviati nel primo trimestre del 2026. Le associazioni del settore hanno chiesto di mantenere gli standard su ADAS e protezione di pedoni e ciclisti. Il vantaggio dei supercrediti dipende non solo dalla lunghezza, ma anche dal luogo di produzione, che deve essere nell’Unione europea. La categoria è nata per rendere più sostenibile il business delle citycar elettriche, ma il suo successo dipenderà anche dal rispetto dei criteri di produzione e di sicurezza. La Commissione ha dichiarato l’intenzione di congelare i requisiti tecnici per dieci anni, per garantire stabilità alle aziende. La M1E potrebbe diventare un modello per il futuro delle elettriche in Europa, ma il suo impatto dipenderà anche dal contesto economico e politico.