Nuove regole del Codice della strada: il tempo si esaurisce a ottobre

Il Governo ha poco più di due mesi per chiudere la riforma del Codice della strada.

Nuove regole del Codice della strada: il tempo si esaurisce a ottobre
Lavoro in corso per il nuovo Codice della strada, con scadenza fissata al 14 ottobre
Lavoro in corso per il nuovo Codice della strada, con scadenza fissata al 14 ottobre

Il tempo per chiudere la riforma del Codice della strada si sta esaurendo. Il Governo ha poco più di due mesi per definire e approvare il testo definitivo, con la scadenza fissata al 14 ottobre 2026. Fino al 13 settembre, associazioni e categorie potranno presentare le proprie proposte, ma il termine per il completamento del lavoro è stringente. Il MIT ha aperto un confronto con i soggetti interessati, chiedendo di esaminare il testo base e di proporre eventuali modifiche. La fase di consultazione è in corso, ma il tempo a disposizione è limitato, con l’obiettivo di arrivare al testo definitivo entro un mese.

Le novità per i motociclisti

La riforma del Codice della strada include numerose novità, in particolare per i motociclisti. Tra le ipotesi più interessanti c’è la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di code e rallentamenti. L’idea è permettere ai motociclisti di superare i veicoli in situazioni di traffico intenso, lasciando libera la corsia ai mezzi di soccorso. Tuttavia, dovranno essere stabiliti con precisione le condizioni e le modalità di utilizzo. Inoltre, si valuta una riduzione delle sanzioni per i motocicli parcheggiati in divieto di sosta, con un dimezzamento dell’importo rispetto a quello previsto per le automobili.

Per le moto restano però da chiarire diversi aspetti, compreso il possibile accesso dei diciassettenni alle moto e agli scooter che oggi si possono guidare con la patente B. L’ipotesi di anticipare la patente B a 17 anni, prevista dalle direttive europee, è tra le più importanti, ma dovrà essere valutata nel contesto delle nuove regole.

Le multe più progressive

Un altro aspetto chiave della riforma è la revisione delle sanzioni per la velocità. L’ipotesi prevede multe che aumentano in maniera più marcata all’aumentare dei chilometri orari oltre il limite. Ad esempio, su una strada con limite di 130 km/h, una delle ipotesi illustrate prevede una sanzione di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite. Per le strade con limite di 50 o 30 km/h si ragionerebbe invece su 5 euro per ogni km/h oltre il limite. Questo sistema più progressivo potrebbe incidere significativamente sul comportamento dei conducenti, soprattutto in aree a velocità elevate.

Al contempo, il MIT sta valutando anche l’ipotesi di un divieto di circolazione digitale, il sequestro del mezzo in caso di mancata regolarizzazione e sanzioni più pesanti. Si sta inoltre considerando l’aumento dei punti decurtati, da 5 a 7, e una possibile sospensione breve della patente. La mancata sincronizzazione dei database assicurativi rimane un problema da risolvere.

La riforma del Codice della strada rappresenta un passo importante per l’aggiornamento delle normative sul traffico, ma la sua implementazione dipende da una serie di fattori, tra cui la collaborazione tra le istituzioni e la capacità di trovare un accordo su temi complessi. Il 14 ottobre 2026 segnerà la fine del periodo di consultazione, ma non necessariamente l’entrata in vigore delle nuove regole. Solo dopo l’approvazione del provvedimento e la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sarà possibile conoscere con certezza quali saranno le nuove norme e come si applicheranno. Per quanto riguarda le motociclisti, restano da chiarire diversi aspetti, tra cui il possibile accesso dei diciassettenni alle moto e agli scooter che oggi si possono guidare con la patente B. La patente B a 17 anni è tra le ipotesi più importanti, ma dovrà essere valutata nel contesto delle nuove regole.