Harley-Davidson abbandona il King of the Baggers, punta su una strategia globale
Harley-Davidson abbandona il King of the Baggers per concentrarsi su una strategia globale.
Harley-Davidson ha annunciato di lasciare il King of the Baggers, la categoria di punta del MotoAmerica, dopo sei stagioni di partecipazione con una squadra ufficiale. L’azienda, con sede a Milwaukee, punta ora su una strategia globale attraverso la Bagger World Cup, un campionato monomarca che ha debuttato nel 2026 all’interno di alcuni appuntamenti della MotoGP. L’obiettivo è espandere la presenza delle sue moto a livello internazionale, creando opportunità per piloti e team in diverse discipline e livelli di esperienza.
Una svolta strategica per un marchio iconico
La decisione di Harley-Davidson segna una svolta nella sua partecipazione al mondo delle corse. La Casa ha contribuito a trasformare le gigantesche bagger in vere moto da corsa, ma ora vuole farne uno spettacolo globale. La strategia si concentra sulla Bagger World Cup, un progetto che ha già mostrato risultati promettenti nella sua prima stagione. Cinque piloti diversi hanno vinto almeno una gara, tutte le squadre hanno conquistato un podio e il titolo è rimasto in palio fino all’ultimo appuntamento.
La rivalità con Indian Motorcycle rimane centrale
La decisione di abbandonare il King of the Baggers non significa la fine delle Harley-Davidson sulle piste statunitensi. Le moto continueranno a gareggiare attraverso squadre private, con supporto da parte della Casa. La struttura ufficiale, invece, verrà chiusa. La rivalità con Indian Motorcycle, la rivale storica, rimane un fattore chiave per lo sviluppo della categoria. La pressione esercitata da Indian ha contribuito a elevare il livello tecnico e agonistico del campionato, un aspetto che Harley-Davidson ha riconosciuto come fondamentale.
La Bagger World Cup diventa il fulcro principale del progetto. Il campionato monomarca, che ha debuttato nel 2026 all’interno di alcuni eventi della MotoGP, ha già dimostrato di poter attrarre piloti, team e concessionari da diversi Paesi. Secondo Jeffrey Schuessler, responsabile dei programmi globali racing di Harley-Davidson, la risposta ottenuta ha superato le aspettative. La serie ha permesso di creare una dimensione internazionale che l’azienda vuole adesso ampliare. Il CEO Artie Starrs ha spiegato che la nuova strategia dovrà portare le Harley-Davidson da competizione sui palcoscenici più importanti, affiancando la presenza internazionale anche a un programma racing più accessibile. L’intenzione è creare ulteriori opportunità per correre con le moto del marchio in discipline differenti e a diversi livelli di esperienza. La direzione indicata da Harley-Davidson è chiara: da un campionato nazionale a una vetrina globale, con un focus su spettacolo e accessibilità.
La fine di un capitolo, ma non della storia sportiva. La decisione di abbandonare il King of the Baggers segna la fine di un capitolo importante nel MotoAmerica, ma non la fine della storia sportiva delle bagger di Milwaukee. Il King of the Baggers continuerà ad avere Harley-Davidson sulla griglia grazie alle strutture indipendenti, ma dal 2027 il progetto ufficiale guarderà soprattutto oltre gli Stati Uniti. La sfida con Indian Motorcycle rimane, ma il focus si sposta verso un’espansione globale, con l’obiettivo di far conoscere le Harley-Davidson a un pubblico più vasto e diversificato.