Mercedes domina a Baku, Ferrari affronta sfide di energia e rigidezza

Mercedes si distingue a Baku grazie a una gestione energetica eccellente, mentre Ferrari cerca ottimizzazioni.

Mercedes domina a Baku, Ferrari affronta sfide di energia e rigidezza

A Baku, Mercedes si conferma leader grazie a una gestione energetica eccellente, mentre Ferrari affronta sfide legate a distribuzione e rigidezza. La squadra tedesca ha dimostrato una superiorità netta, con un vantaggio di circa otto decimi sul primo avversario nelle seconde liberi. Questo vantaggio sembra dipendere non solo dal motore, ma anche da una combinazione di efficienza e capacità di mantenere energia disponibile lungo il giro. La W17 appare particolarmente adatta alla pista, che richiede potenza e disponibilità di energia elettrica sufficiente per accelerazioni dal basso e lunghe tratti rettilinei.

Efficienza e fiducia del pilota

Il pilota inglese, Russell, ha sfruttato al meglio questa situazione, trovando quasi tre decimi di vantaggio in un momento cruciale della sessione. Questo segnale di progresso nella fiducia in frenata dimostra quanto resti importante l’esecuzione del pilota. Antonelli, invece, non è sembrato altrettanto a suo agio, con un margine che dipende anche dalla capacità di costruire continuità dopo un avvio di giornata complicato. Nelle prime libere, Leclerc aveva alternato giri con un’erogazione molto diversa: prima privilegiando il rettilineo del settore iniziale, poi concentrando maggiormente la spinta alla fine del giro. Questo ha reso evidente il lavoro di ottimizzazione della SF26, ma il prezzo del compromesso si è fatto sentire. La distribuzione dell’energia segue scelte differenti e appare ancora ottimizzabile, mentre il bilanciamento consente a Verstappen di proporsi come possibile elemento di disturbo nella lotta per le prime due file.

Ferrari tra energia e rigidità

Per Ferrari, il lavoro è più articolato: trovare una distribuzione energetica migliore senza chiedere al retrotreno ciò che non riesce a scaricare, e recuperare aderenza senza compromettere ulteriormente l’efficienza. La rigidità della Ferrari sembra rispondere alla ricerca della massima efficienza sul rettilineo, mantenendo la monoposto il più possibile bassa sull’asfalto. Tuttavia, questa rigidità riduce la capacità di aderenza meccanica, con il posteriore spesso al limite sui cordoli e in trazione, in un tracciato senza curve veloci dove sfruttare questo tipo di assetto.

La buona frenata osservata nelle prime libere resta una qualità, ma non basta a garantire un vantaggio nell’intera fase di curva. Inoltre, la SF26 non riesce a recuperare in curva ciò che perde negli allunghi, riducendo la sua versatilità. La pista di Baku, con curve a novanta gradi e ripartenze da sotto i 100 km/h, rende più semplice per tutti convergere verso un bilanciamento efficace, comprese vetture più esigenti su questo fronte, come Red Bull.

McLaren, pur perdendo nettamente sul dritto, mostra prestazioni in tutti i tratti più guidati della pista. La zona della Cittadella rappresenta un’eccezione, con una sequenza lenta e tortuosa che mette maggiormente in difficoltà la MCL40 evoluta. Tuttavia, è da capire quanto margine d’assetto abbia a Woking. Questo giovedì della McLaren va inoltre inserito nel contesto dei numerosi aggiornamenti introdotti e dei problemi incontrati nelle libere del mattino.

Red Bull, invece, continua a sembrare un buon compromesso. La distribuzione dell’energia segue scelte differenti e appare ancora ottimizzabile, mentre il bilanciamento consente a Verstappen di proporsi come possibile elemento di disturbo nella lotta per le prime due file. Su una pista come Baku, i limiti della RB22 si nascondono bene e la bontà della Power Unit può emergere. La simulazione di gara aggiunge un’altra variabile: l’introduzione della gomma. Verstappen e Russell sono riusciti a partire subito forte e poi a mantenersi stabili, mentre Antonelli, Ferrari e McLaren hanno cominciato almeno un secondo più lentamente, convergendo dopo alcuni giri verso riferimenti simili.