Auto elettriche: quando l’autonomia dichiarata non corrisponde a quella reale, si può restituire?

Due sentenze tedesche mostrano come l’autonomia dichiarata non sempre corrisponda a quella effettiva e quando si può richiedere la restituzione.

Auto elettriche: quando l’autonomia dichiarata non corrisponde a quella reale, si può restituire?
Due tribunali tedeschi hanno emesso sentenze diverse su un caso di autonomia inferiore a quella dichiarata per un’auto elettrica
Due tribunali tedeschi hanno emesso sentenze diverse su un caso di autonomia inferiore a quella dichiarata per un’auto elettrica

Due sentenze tedesche hanno recentemente messo in luce le complessità legali legate all’autonomia dichiarata delle auto elettriche e al diritto di restituire il veicolo in caso di discrepanza. In Germania, due tribunali hanno deciso in modo opposto su due casi simili, evidenziando come la legge non sia sempre chiara su quando un difetto possa considerarsi tale e quando si possa richiedere la restituzione. La questione si pone soprattutto quando i valori dichiarati non corrispondono a quelli effettivamente ottenuti in strada.

La differenza tra scarto e difetto

La sentenza del tribunale di Wuppertal ha riconosciuto a un acquirente il diritto di recedere dal contratto, mentre quella di Celle ha respinto un ricorso simile. La differenza tra i due casi, più che nella percentuale di scarto, sta nel metodo con cui è stata verificata l’autonomia. A Wuppertal, la riduzione risultava anomala anche in condizioni standardizzate e comparabili al banco prova, mentre a Celle lo scarto era spiegabile con effetti normali e prevedibili legati alla stagione e all’usura.

La legge non si basa solo sui numeri

Secondo il diritto tedesco, in particolare l’articolo 434 del Codice civile (BGB), il fattore determinante è che l’auto rispetti al momento della consegna le condizioni concordate o quelle oggettivamente attese, comprese le specifiche pubbliche indicate dal costruttore. Questo significa che non basta un semplice scarto tra il dato dichiarato e l’autonomia effettiva, ma occorre dimostrare che il veicolo non rispetti le condizioni previste o quelle che un acquirente ragionevolmente potrebbe aspettarsi.

Il ruolo del WLTP e del degrado naturale

Il protocollo WLTP è una misura standardizzata utile per confrontare i diversi modelli, ma non garantisce le prestazioni nell’uso quotidiano. Temperatura, velocità, altimetria e utilizzo del climatizzatore possono incidere in modo significativo sui consumi reali. Un normale degrado della batteria, quindi, non equivale automaticamente a un difetto. Per le auto usate, inoltre, conta maggiormente ciò che può essere considerato normale in relazione all’età e al chilometraggio del veicolo.

La perizia tecnica è fondamentale

Nel caso di Wuppertal, una perizia tecnica ha rilevato che il veicolo raggiungeva soltanto 282 km in condizioni comparabili al ciclo di omologazione, circa il 18% in meno. Il perito ha tenuto conto anche del normale invecchiamento della batteria, stimato attorno al 2,5% l’anno. Lo scarto rilevato, tuttavia, andava ben oltre quella soglia fisiologica. Il giudice ha quindi qualificato la situazione come un vizio significativo, portando al rimborso di 33.749,95 euro al proprietario, che aveva già percorso 40.385 km. Questi casi evidenziano come la legge si basi non solo sui numeri, ma anche sul contesto e sulle condizioni in cui l’auto è stata utilizzata. La questione dell’autonomia dichiarata rimane un tema cruciale per gli acquirenti di auto elettriche, che devono essere consapevoli delle limitazioni e delle variazioni possibili nel consumo reale.