Corridoio tra auto ferme, rischio per motociclisti

Risalire la coda al semaforo può sembrare semplice, ma aumenta il rischio per motociclisti. Sono pericolosi i punti ciechi dinamici e i pedoni improvvisi.

Corridoio tra auto ferme, rischio per motociclisti
Motociclista che procede tra auto ferme in un semaforo, con rischio di collisione
Motociclista che procede tra auto ferme in un semaforo, con rischio di collisione

Il risalire la coda al semaforo può sembrare una manovra semplice, ma in realtà rappresenta un rischio significativo per i motociclisti. Quando le auto sono ferme, la visibilità è ridotta e la velocità deve essere compatibile con lo spazio necessario per fermarsi. Questo scenario, noto come “filtering”, può trasformarsi in una trappola se non si seguono le regole di sicurezza. Il pericolo non è solo per chi guida l’auto, ma anche per chi viaggia in moto, che può trovarsi improvvisamente in una situazione di alta tensione.

Il punto cieco dinamico

Il “punto cieco dinamico” è un fenomeno particolarmente insidioso durante il filtering. Il motociclista vede la parte posteriore delle auto davanti a sé, ma non ciò che accade oltre la loro sagoma. Allo stesso tempo, il conducente di un’auto potrebbe non vedere la moto che si avvicina lateralmente. Questo crea una situazione di invisibilità reciproca, in cui entrambi i soggetti non riescono a prevedere l’altra. Il rischio aumenta quando una vettura deve svoltare a sinistra, e il motociclista si trova improvvisamente in una traiettoria pericolosa.

La velocità non è un fattore determinante in sé, ma deve essere adatta alla situazione.

Non esiste una velocità universale che garantisca la sicurezza, ma deve essere compatibile con la visibilità e lo spazio necessario per fermarsi. A 20 km/h, una moto percorre circa 5,6 metri ogni secondo, mentre a 30 km/h sono già 8,3 metri. Se l’ostacolo diventa visibile solo a pochi metri, una frenata immediata potrebbe non essere sufficiente. Per questo, in prossimità di incroci, attraversamenti pedonali e accessi laterali, la velocità deve essere ridotta drasticamente.

Il pericolo dei pedoni

Un altro scenario tipico e particolarmente insidioso è il pedone che attraversa tra le auto. Chi attraversa può essere completamente invisibile fino all’ultimo istante. Il motociclista vede una fila di vetture ferme, ma non ciò che sta succedendo dietro la prima macchina. Il pedone, a sua volta, potrebbe non vedere la moto che si avvicina nel corridoio. In questo caso, non esiste praticamente alcun margine per anticipare la situazione con una manovra evasiva. La velocità deve quindi essere sufficientemente bassa da consentire una frenata d’emergenza nel tratto di strada effettivamente visibile.

Il corridoio più pericoloso è spesso quello che sembra sicuro.

Quando le auto sono ferme, il motociclista può avere la sensazione di essere in una condizione ideale per procedere. Tuttavia, una fila di automobili crea decine di ostacoli alla visibilità. La tecnica più sicura non consiste nel chiedersi quanto velocemente si possa risalire la coda, ma quanto rapidamente si possa fermare davanti a qualcosa che ancora non si vede. In prossimità di un semaforo, la regola pratica è semplice: se non si vede cosa c’è oltre l’auto accanto, si deve comportarsi come se potesse esserci un pericolo.