La famiglia reale del Brunei salvò Bentley dagli anni 90 con ordini personalizzati
La famiglia reale del Brunei salvò Bentley dagli anni 90 con ordini personalizzati e costruzioni uniche.

Un’alleanza di lusso che salvò una marca
Negli anni 90, Bentley aveva un futuro incerto, con una situazione finanziaria fragile e un’incapacità di produrre modelli nuovi in modo sostenibile. La famiglia reale del Brunei, però, decise di investire in modo straordinario nella marca britannica, ordinando decine di modelli unici e personalizzati. Questo accordo non solo salvò Bentley, ma contribuì a rilanciare l’azienda, permettendole di sviluppare nuovi progetti e di ottenere liquidità per il futuro. La relazione tra la famiglia e la casa automobilistica fu così intensa che i modelli prodotti per loro diventarono simboli di lusso e di innovazione. La famiglia reale del Brunei scelse Bentley come partner per realizzare i loro desideri più esotici.
Modelli unici e costi elevati
Tra i modelli più famosi prodotti per la famiglia reale del Brunei c’è il Bentley Dominator, il primo SUV della casa inglese. Il modello fu presentato come concept al Salone di Ginebra del 1994, ma la famiglia lo ordinò comunque, portando alla produzione di sei unità. Ogni Dominator costò circa 1,5 milioni di sterline, un prezzo elevato ma giustificato dal livello di personalizzazione e di qualità. Altri modelli, come il Java, furono prodotti in 18 esemplari, con varianti come coupé, descapotabile e carroceria familiare. Questi ordini non erano solo un lusso, ma un investimento strategico per Bentley. La famiglia reale del Brunei non comprava coche, ma commissionava modelli unici e personalizzati.
Un’alleanza che diede liquidità e futuro
La famiglia reale del Brunei, in particolare il principe Jefri Bolkiah, fu un cliente cruciale per Bentley. Ogni anno, ordinava tra 70 e 75 coche, con configurazioni personalizzate che permettevano a Bentley di ottenere un margine di profitto significativo. Questi ordini non solo diedero liquidità all’azienda, ma anche una visibilità internazionale. La famiglia spendeva circa 150 milioni di sterline all’anno solo per Bentley, e tra Jefri e suo figlio Abdul Hakeem, accumularono oltre 650 coche della marca a fine anni 90. Questo investimento contribuì a far raggiungere a Rolls-Royce Motor Cars una rentabilità del 10%, permettendole di sviluppare nuovi modelli come l’Arnage.
Un’eredità di lusso e innovazione
La collaborazione tra la famiglia reale del Brunei e Bentley fu un esempio unico di come un’alleanza di lusso potesse salvare un’azienda in crisi. I modelli prodotti per la famiglia non solo rappresentarono un successo commerciale, ma anche un simbolo di innovazione e di qualità. La famiglia, che si considerava una delle più ricche del mondo, non solo investì in Bentley, ma anche in Rolls-Royce, permettendo a entrambe le marche di sopravvivere e di crescere. Questo rapporto durò per anni, fino al momento in cui il gruppo Volkswagen acquistò Bentley per 430 milioni di sterline, segnando l’inizio di una nuova era per la casa automobilistica.
La famiglia reale del Brunei non solo comprò coche, ma contribuì a plasmare il futuro di Bentley.