Ferrari Hypersail: il monoscafo oceanico prende forma a Pisa
La Ferrari Hypersail, un monoscafo oceanico da 30 metri, prende forma a Pisa con tecnologie avanzate e un team esperto.

Un progetto tecnologico in movimento
La Ferrari Hypersail, il primo monoscafo oceanico con il marchio del Cavallino Rampante, sta prendendo forma a Pisa. Il progetto, guidato da Enrico Voltolini, si sviluppa in un capannone alle porte della città. Misura 30 metri e mezzo e punta a raggiungere velocità di quasi 100 chilometri all’ora. La barca, gialla come le origini di Maranello e nera come la fibra di carbonio, è progettata per volare sugli oceani e toccare l’acqua del Tirreno entro la primavera del 2027. Voltolini, un ingegnere nautico di 39 anni con esperienza in due campagne di Coppa America con Luna Rossa, ha preso il testimone da Giovanni Soldini, con cui aveva già collaborato fin dall’estate del 2025.
La costruzione è in fase avanzata e la tabella di marcia procede senza intoppi. Finita la verniciatura e completati coperta e bompresso, si stanno installando i pannelli solari che garantiranno l’autosufficienza energetica di bordo, insieme ai sistemi idraulici ed elettronici. La catena logistica è attiva su scala globale: l’albero farà il viaggio in nave dalla Nuova Zelanda a partire da metà agosto, con le tensioni in Medio Oriente che incideranno sui costi di trasporto ma non sulle tempistiche.
Un laboratorio tecnologico in rotta
Hypersail non è solo un progetto sportivo, ma soprattutto un banco di prova per la casa emiliana. Le soluzioni aerodinamiche, i materiali e la gestione energetica testati in mare serviranno da laboratorio di sviluppo per le future vetture stradali della Ferrari. Il team, guidato da Voltolini, mantiene il focus sulle regate oceaniche e sui record di percorrenza in acque libere, nonostante le voci su una possibile sfida alla Coppa America. La priorità è la ricerca di tecnologie applicabili al mondo automobilistico. L’ossessione per il peso è una regola d’oro nel cantiere toscano: per stuccare l’intero scafo sono stati usati appena sei chili di materiale contro i dieci stabiliti a budget. Ogni grammo risparmiato si tradurrà direttamente in nodi di velocità in mare aperto.
La vita a bordo di Hypersail sarà estrema. Con 55 nodi di vento apparente, l’equipaggio passerà la quasi totalità del tempo chiuso sottocoperta. L’alimentazione si baserà su cibo liofilizzato scaldato con l’acqua, mentre la gestione dell’igiene e della privacy per l’equipaggio misto sarà garantita da un unico bagno ultraleggero in materiale composito. Il carbonio farà da cassa di risonanza amplificando colpi e vibrazioni: per questo i velisti indosseranno obbligatoriamente il casco con microfoni e auricolari integrati per riuscire a comunicare tra loro.
Tutto l’allestimento interno è ridotto all’essenziale per non zavorrare lo scafo. Per dormire si useranno cuccette in tubolare di carbonio con rete posizionate a poppa della paratia del cockpit, affiancate da sedute bean bag piene di palline di polistirolo per adattarsi ai continui e bruschi cambi di sbandamento. Voltolini sta pescando i profili migliori tra Coppa America, Sail GP, classi olimpiche e regate oceaniche, con i primi ingaggi ufficiali previsti per metà settembre.