Sensori nell’asfalto per controllare le colonnine elettriche a Bolzano
Nuovi sensori a Bolzano monitorano le colonnine elettriche per evitare parcheggi abusivi. Tecnologia per migliorare l’efficienza delle infrastrutture.

La città di Bolzano sta implementando un sistema innovativo per gestire le colonnine di ricarica per auto elettriche. Con la crescente diffusione delle vetture elettriche, la disponibilità delle infrastrutture si sta rivelando sempre più cruciale. Per rispondere a questa esigenza, il comune ha investito circa 700.000 euro in un progetto che include sensori nell’asfalto in grado di rilevare se un veicolo occupa un posto di ricarica senza effettivamente utilizzarlo. Questa tecnologia, installata in diversi punti del territorio, permette di identificare situazioni di abuso e di migliorare l’efficienza del sistema.
Monitoraggio delle colonnine elettriche
I sensori, installati direttamente nel manto stradale, utilizzano tecnologie come radar o sistemi magnetici per rilevare la presenza di un veicolo. L’informazione viene trasmessa a una piattaforma digitale che permette di conoscere lo stato di ogni stallo. Questo sistema non si limita a capire se lo spazio è occupato, ma incrocia i dati con quelli della colonnina per verificare se il veicolo presente sta realmente ricaricando. Questo approccio permette di distinguere tra un parcheggio abusivo e un uso corretto delle infrastrutture.
Un investimento per migliorare l’efficienza
L’investimento di 700.000 euro non riguarda solo i sensori, ma include anche l’installazione di 35 nuovi punti di ricarica distribuiti in 18 stazioni. Bolzano dispone già di un’infrastruttura complessa, con diverse tipologie di colonnine, tra cui soluzioni in corrente alternata e stazioni HPC ad alta potenza. L’aggiunta dei sensori introduce un ulteriore livello di gestione, non solo per aumentare il numero di postazioni disponibili, ma anche per comprendere meglio l’occupazione degli stalli. Questo tipo di informazione potrebbe rendere più affidabile l’indicazione della disponibilità di una postazione.
Il problema dei parcheggi abusivi è particolarmente fastidioso per chi arriva con poca autonomia residua o ha pianificato un viaggio contando su una stazione specifica. A Bolzano, il sistema permette di identificare queste situazioni con maggiore precisione, senza però eliminare automaticamente il problema. I sensori non sostituiscono le normative o i controlli manuali, ma offrono una strumentazione avanzata per migliorare la gestione delle infrastrutture. Con la crescita del numero di auto elettriche, sistemi simili potrebbero diventare sempre più comuni anche in altre città italiane.
Il progetto di Bolzano rappresenta un passo avanti nella gestione delle infrastrutture di ricarica, non solo per aumentare la disponibilità, ma anche per garantire che le postazioni siano effettivamente utilizzabili. Installare nuove colonnine rimane fondamentale, ma garantirne l’effettiva disponibilità potrebbe diventare altrettanto importante. Il caso di Bolzano mostra quindi una possibile evoluzione delle infrastrutture di ricarica: non più soltanto prese e potenza, ma postazioni connesse in grado di capire cosa accade nello spazio circostante. Per chi guida elettrico, il vantaggio sarebbe molto concreto: ridurre il rischio di raggiungere una colonnina indicata come disponibile e scoprire, una volta arrivato, che davanti c’è un’auto parcheggiata che non sta ricaricando.