Pedro Acosta: « Non ho amici nel paddock, e mi rallegro »

Pedro Acosta critica la mancanza di rivalità nel MotoGP moderno, preferendo la distanza per raggiungere il suo obiettivo.

Pedro Acosta: « Non ho amici nel paddock, e mi rallegro »
Pedro Acosta si distacca dal paddock, preferendo la competizione a una relazione personale
Pedro Acosta si distacca dal paddock, preferendo la competizione a una relazione personale

Il pilota spagnolo Pedro Acosta ha espresso un’opinione forte sulle relazioni interne al paddock del MotoGP, sottolineando come il campionato moderno manchi di rivalità e di tensioni sportive. La sua dichiarazione, pubblicata il 23 agosto 2026, ha suscitato interesse per la sua visione di un’arena in cui la competizione è il motore principale, non la collaborazione. Acosta ha affermato di non aver mai avuto amici nel paddock e di rallegrarsene, poiché questa distanza gli permette di concentrarsi sul suo obiettivo: vincere. La sua posizione si colloca in un contesto in cui il campionato ha visto un cambiamento nella dinamica tra i piloti, con relazioni più cordiali e meno conflittuali rispetto al passato.

un passato di rivalità intensa

Acosta ha riconosciuto che il MotoGP ha perso un elemento chiave: la rivalità intensa tra i migliori piloti. Ha citato esempi storici come la tensione tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, o tra Rossi e Marc Marquez, che hanno portato a confronti estremi anche fuori dalla pista. La relazione tra Lorenzo e Dani Pedrosa era così tesa che il re Juan Carlos I di Spagna ha organizzato una stretta di mano pubblica a Jerez nel 2008. Questi episodi, secondo Acosta, hanno dato al campionato un «ingrédiente piquant» che oggi sembra assente.

Il pilota ha anche sottolineato che, pur appartenendo a una generazione in cui i piloti si conoscono fin da giovani e si allenano insieme, lui preferisce mantenere una distanza. Secondo lui, è difficile costruire una vera amicizia quando tutti hanno lo stesso obiettivo: vincere. «È molto difficile avere una relazione sincera con qualcuno che vuole esattamente la stessa cosa», ha detto. Ha anche usato una frase forte: «Per realizzare il proprio sogno, questo rivale sarebbe in grado di uccidere chiunque – almeno sul piano sportivo». La sua conclusione è chiara: «Se non posso essere sincero con te, preferisco prendere le distanze».

un futuro con Marquez

La sua posizione si sposa con la sua prossima collaborazione con Marc Marquez, che si unirà a lui nella squadra Ducati nel 2027. Acosta ha espresso la sua convinzione che la rivalità tra lui e Marquez potrebbe riconsegnare al MotoGP l’elemento di tensione che manca oggi. Nonostante la distanza, Acosta non esclude una competizione intensa, ma non la vede come una guerra, bensì come un’opportunità per costruire una storia sportiva forte.

Ducati potrebbe così ritrovare due delle personalità sportive più ambiziose del campionato al momento in cui il regolamento 850 cc rimetterà una grande parte dei contatori a zero. Il timing di questa dichiarazione è particolarmente interessante, poiché Acosta si appresta a entrare in un garage dove tutti gli ingredienti necessari a una rivalità saranno presenti. Tuttavia, è ancora troppo presto per parlare di guerra tra i due uomini. Acosta, però, sembra convinto che la sua collaborazione con Marquez potrebbe offrirgli una grande occasione per rimettere in palio l’ingrédiente piquant che manca al MotoGP.