Rigenerazione FAP e DPF: spia accesa, cause e manutenzione a 100.000 km

Guida su come rigenerare il filtro antiparticolato quando la spia si accende, cause di intasamento e manutenzione a 100.000 km.

Rigenerazione FAP e DPF: spia accesa, cause e manutenzione a 100.000 km
Filtro antiparticolato intasato, spia accesa, manutenzione a 100.000 km, rigenerazione senza smontaggio
Filtro antiparticolato intasato, spia accesa, manutenzione a 100.000 km, rigenerazione senza smontaggio

La spia del filtro antiparticolato (FAP o DPF) si accende quando il sistema di abbattimento del particolato non riesce più a autopulirsi. Questo fenomeno, spesso legato all’uso urbano e alla mancanza di temperature sufficienti per la rigenerazione termica, può portare il motore in modalità “protezione”, riducendo la potenza e aumentando il rischio di danni. La rigenerazione del FAP e del DPF, a 100.000 km, rappresenta una soluzione economica e sostenibile per mantenere l’efficienza del sistema. Il kit per la pulizia, composto da prodotti specifici e attrezzature, permette di ripristinare la funzionalità del filtro senza smontarlo, garantendo un risparmio fino al 70% rispetto alla sostituzione con un filtro nuovo.

Le cause dell’intasamento del FAP e come prevenire i danni

Le principali cause dell’intasamento del filtro antiparticolato sono legate all’uso del veicolo in aree urbane, dove le temperature dello scarico non raggiungono i livelli necessari per la rigenerazione automatica. L’accumulo di ceneri, derivanti da olio e additivi chimici, nonché guasti meccanici come iniettori usurati o valvola EGR bloccata, accelerano la saturazione del filtro. Per prevenire i danni, è consigliabile utilizzare lubrificanti a basso contenuto di ceneri solfatate (Low-SAPS) e rispettare i cicli di rigenerazione, evitando di spegnere il motore durante i processi di auto-pulizia. Inoltre, è importante anticipare i tagliandi, sostituendo l’olio ogni 10.000–12.000 km in caso di utilizzo prevalentemente urbano.

La manutenzione straordinaria a 100.000–150.000 km è fondamentale per evitare danni irreparabili. Il lavaggio del FAP in officina, con macchinari dedicati, permette di rimuovere le ceneri compattate senza danneggiare il supporto ceramico. Questo processo, che include l’asciugatura ad alta temperatura e la misurazione della contropressione, è una soluzione professionale e ecologica, con un costo inferiore rispetto alla sostituzione con un filtro nuovo. La rigenerazione, inoltre, riduce il rischio di danni alla turbina e al resto del sistema di alimentazione.

La rigenerazione del FAP: come funziona e i vantaggi

La rigenerazione del FAP può essere effettuata con un kit specifico, composto da una pompa a pressione, liquidi concentrati e additivi. Il processo inizia con l’iniezione del Cleanfap 1, che scioglie il particolato, seguito da un risciacquo con il Cleanfap 2. L’additivo Regenerfap, versato nel serbatoio, accelera la pulizia e migliora l’efficienza del sistema. Questa soluzione permette di mantenere un’efficienza del 95-98% del nuovo, senza danneggiare il filtro. Inoltre, la rigenerazione su banco, effettuata in officina, garantisce un controllo più approfondito, con diagnosi endoscopica e collaudo finale, assicurando un funzionamento ottimale del motore.

La rigenerazione su banco è una soluzione professionale e ecologica. Il lavaggio del FAP in officina, con macchinari dedicati, permette di rimuovere le ceneri compattate senza danneggiare il supporto ceramico. Questo processo, che include l’asciugatura ad alta temperatura e la misurazione della contropressione, è una soluzione professionale e ecologica, con un costo inferiore rispetto alla sostituzione con un filtro nuovo. La rigenerazione, inoltre, riduce il rischio di danni alla turbina e al resto del sistema di alimentazione.

Le opzioni disponibili per il FAP intasato sono la sostituzione con un filtro nuovo, la rigenerazione su banco o l’eliminazione del dispositivo. La sostituzione, pur efficace, ha un costo elevato, tra 1.200 € e 2.500 €, a seconda del modello. La rigenerazione, invece, offre un risparmio fino al 60%, con garanzia e certificazione. L’eliminazione, purtroppo, è una pratica illegale e dannosa per l’ambiente, che comporta il sequestro della carta di circolazione e l’emissione di polveri sottili non filtrate. Pertanto, la rigenerazione rappresenta la soluzione più sostenibile e legale per mantenere la conformità del veicolo alle normative Euro 6 e Euro 7.