Pirro: «Le Sprint non sono un errore, ma un’opportunità per il motorsport»

Emanuele Pirro difende le Sprint, sottolineando il valore della qualifica in più a Monaco.

Pirro: «Le Sprint non sono un errore, ma un’opportunità per il motorsport»

Dopo la prima Sprint a Singapore, dove si sono registrati incidenti e critiche, Emanuele Pirro, presidente della Commissione Monoposto della FIA, si schiera a favore del format. «Hanno fatto bene», dice Pirro, sottolineando che le Sprint non sono un errore, ma un’opportunità per arricchire il weekend. Il pilota, ex campione del mondo, non condivide le perplessità di alcuni piloti come Max Verstappen e Charles Leclerc, che hanno espresso dubbi sulla bocciatura delle gare brevi sui circuiti cittadini. Per Pirro, le Sprint rappresentano un’evoluzione positiva, soprattutto a Monaco, dove la qualifica in più potrebbe aggiungere interesse al weekend.

Le Sprint non sono un rischio, ma una gara di macchine

Pirro chiarisce che le Sprint non sono un rischio per i piloti, ma una gara di macchine. «Nessun pilota vuole fare un incidente», sottolinea, spiegando che la differenza tra una gara di due ore e una di un’ora non è così netta come si pensa. Convincermi che gli piace la gara di due ore ma non gli piace quella di un’ora è come dire “mi piace una porzione di spaghetti alle vongole ma mezza porzione non mi piace”, spiega, usando un paragone familiare per spiegare il concetto. La durata delle gare, inoltre, non è scritta sulla pietra: i Gran Premi, che durano al massimo due ore, potrebbero essere più lunghi in futuro, in base ai nuovi motori e ai consumi.

Monaco, un circuito dove la qualifica in più è un vantaggio

A Monaco, dove i sorpassi sono rari e la gara si gioca soprattutto sul giro secco, le Sprint potrebbero aggiungere un valore ulteriore. «Su Monaco, per quanto io vada controcorrente, hanno fatto bene a mettere la Sprint, perché avremo una qualifica in più, che forse a Monaco è la cosa più interessante dell’intero weekend», afferma Pirro. La Sprint Qualifying del venerdì e la qualifica del Gran Premio del sabato potrebbero offrire ai tifosi un’esperienza più completa, con due sessioni di gara in più. Chi aspetta i sorpassi, con ogni probabilità, resterà deluso anche nella gara del sabato, osserva Pirro, sottolineando che a Monaco, la gara si gioca soprattutto sulla precisione e sulla velocità.

Le critiche alle Sprint, in particolare da parte di Verstappen e Leclerc, si concentrano sull’idea che i piloti non rischino abbastanza. Pirro, però, non condivide questa visione. «Non la compro», dice, sottolineando che i piloti non sono mai disposti a correre in modo pericoloso. «Perciò è vero che la Sprint Race viene affrontata in un altro modo, però è una gara di macchine», conclude, rafforzando l’idea che le Sprint siano un’evoluzione naturale del motorsport, non un’eresia. Con il formato che si espanderà nel 2027 a dieci gare, Pirro vede un futuro positivo per le Sprint, che potrebbero diventare un elemento chiave del calendario mondiale.

La discussione sulle Sprint non è solo tecnica, ma anche culturale. Pirro, con il suo approccio pragmatico, cerca di spiegare che le gare brevi non sono un’alternativa, ma un’aggiunta. «Le gare di biciclette hanno diverse lunghezze», dice, usando un esempio quotidiano per spiegare la diversità delle competizioni. A Singapore, dove la gara è stata interrotta da un incidente, le critiche sono state forti, ma Pirro non si sposta. Io vedo volentieri le Sprint, conclude, sottolineando che il motorsport deve evolversi, anche se non sempre in modo perfetto.