Stellantis riduce cassa integrazione e avvia test su ibrido diesel a Pratola Serra

Stellantis annuncia riduzione del 30% della cassa integrazione e test su propulsore ibrido a Pratola Serra.

Stellantis riduce cassa integrazione e avvia test su ibrido diesel a Pratola Serra

Stellantis ha annunciato durante un incontro settimanale con i sindacati, tenutosi a Roma, una riduzione del 30% della cassa integrazione per il 2026, l’avvio dei test su un propulsore ibrido diesel a Pratola Serra e l’introduzione di 1.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. L’azienda, nata dalla fusione tra FCA e PSA, ha presentato misure volte a contenere i costi sociali e a rilanciare la produzione interna. L’incontro ha visto la partecipazione di Giuseppe Manca, responsabile delle risorse umane e delle relazioni industriali del Gruppo, che ha illustrato le novità. Tra le misure più rilevanti c’è la sperimentazione di un nuovo propulsore diesel ibrido, destinato all’applicazione sui furgoni Fiat Ducato prodotti ad Atessa. Il progetto richiede un investimento di circa un miliardo di euro.

Un investimento di un miliardo di euro per il nuovo propulsore ibrido

Il progetto del nuovo propulsore ibrido diesel rappresenta un tassello importante per la gestione della filiera produttiva legata ai propulsori sul suolo italiano. La sperimentazione avverrà presso lo stabilimento di Pratola Serra, in provincia di Avellino, e potrebbe fornire opportunità di sviluppo per l’impianto. L’investimento di un miliardo di euro è legato alla nuova generazione di Fiat Ducato, prevista per il 2028. A Atessa, Stellantis ha già investito oltre un miliardo di euro, condizione utile per formalizzare l’avvio delle attività legate alla nuova generazione di Ducato.

La riduzione del ricorso alla cassa integrazione è un segnale positivo per l’occupazione.

Nonostante le misure annunciate, le richieste dei sindacati non sono state smorzate. La UILM ha chiesto garanzie sull’utilizzo di propulsori ibridi prodotti in Italia. Inoltre, le sigle sindacali si concentrano su stabilimenti come Mirafiori, Cassino e Termoli, dove rimane aperta la questione dell’assegnazione di un secondo modello da produrre accanto alla Fiat 500. A Mirafiori, l’ipotesi di un secondo modello è considerata possibile, ma dipende dalle condizioni di competitività dello stabilimento, tra cui i costi energetici e logistici. Per quanto riguarda Cassino, si attende il piano industriale di Maserati, che dovrebbe essere presentato a dicembre. A Termoli, invece, ulteriori novità saranno comunicate non prima della fine del 2026.

Occupazione e sindacati: un equilibrio fragile

La FIM ha espresso fiducia nei confronti di Stellantis, vedendo sviluppi positivi per gli stabilimenti che attendono nuovi prodotti. La FIOM, invece, ha espresso insoddisfazione per l’insufficiente chiarezza sulle certezze legate a Alfa Romeo e Maserati. La FISMIC CONFSAL ha valutato positivamente la riduzione del ricorso alla cassa integrazione, che dovrebbe registrare un calo del 30% rispetto all’anno precedente.

Le sigle sindacali continuano a chiedere certezze e garanzie per l’occupazione.

Il contesto in cui si svolge l’incontro di Stellantis è segnato da una generale incertezza per il comparto automobilistico italiano. L’industria dell’auto europea si sta spostando verso il passaggio all’elettrico, e la sperimentazione del propulsore ibrido diesel rappresenta un passo importante per Stellantis. Tuttavia, le sigle sindacali continuano a chiedere certezze e garanzie, soprattutto in relazione all’occupazione e alla produzione di nuovi modelli. La riduzione della cassa integrazione e l’assunzione di 1.000 nuovi lavoratori sono un segnale positivo, ma non bastano a risolvere le preoccupazioni legate al futuro dei posti di lavoro.