Alpine A110: la seconda generazione si ferma, arriva l’elettrica
La seconda generazione dell’Alpine A110 si conclude dopo oltre 28.000 esemplari prodotti. L’erede elettrica debutterà nei prossimi mesi.

La fine di un’era per l’Alpine A110
La produzione della seconda generazione dell’Alpine A110 si è conclusa lo scorso 11 agosto 2026, a Dieppe, nel cuore del cuore dell’industria automobilistica francese. Dalla fabbrica di Fabio Cavagnera è uscito l’ultimo esemplare di questa versione, che ha segnato un momento di rinascita per il marchio. Sono stati prodotti oltre 28.000 esemplari, portando il totale complessivo, incluso la prima serie, a oltre 35.000 unità. La colorazione Blue Alpine, simbolo del modello, ha visto la scelta di oltre la metà dei clienti, confermando il forte legame tra il pubblico e la storica sportiva.
Un’eredità di successo e innovazione
La storia dell’Alpine A110 inizia negli anni Sessanta, quando Jean Rédélé, fondatore del brand, decise di creare una sportiva leggera e agile. Presentata nel 1962, la A110 sostituì la precedente A108 e diventò il simbolo del marchio francese. Il suo successo fu dovuto a una filosofia ancora oggi attuale: peso ridotto, motore posteriore e grande agilità. La carrozzeria in vetroresina, abbinata a un telaio leggero e a motori Renault sempre più potenti, la resero un’icona del motorsport.
La A110 ha conquistato un ottimo successo, diventando protagonista di competizioni internazionali.
Le versioni più celebri, come la 1300 e soprattutto la 1600 S, hanno trasformato la A110 in una delle sportive più amate. Il momento più significativo fu nel 1973, quando Alpine vinse il primo titolo Costruttori del Mondiale Rally. La A110, con la caratteristica carrozzeria blu, si impose anche al Rally di Monte Carlo, entrando definitivamente nella storia del motorsport. La produzione originale terminò alla fine degli anni Settanta, ma il mito rimase intatto.
Un futuro elettrico e sostenibile
La seconda generazione dell’A110, lanciata nel 2017, ha ripreso il nome, le proporzioni e la filosofia della versione originale. Con un telaio in alluminio e un motore 1.8 turbo montato centralmente, ha confermato l’attenzione al rapporto tra peso e prestazioni. Nel corso degli anni, sono state lanciate diverse versioni, da quelle più orientate al comfort a quelle più sportive come A110 S e A110 R.
La transizione all’elettrico è un passo naturale per un marchio che ha sempre reinventato se stesso.
L’erede della A110, tuttavia, sarà solo 100% elettrica. La versione ‘Future’, mostrata in versione prototipo al Goodwood Festival of Speed 2026, è basata sulla nuova piattaforma APP (Alpine Performance Platform). Sarà dotata di telaio in alluminio, nuove sospensioni e doppio pacco di batteria, con una distribuzione del peso di 40% all’avantreno e 60% al retrotreno. L’architettura a 800 V e il powetrain con due motori elettrici sulle ruote posteriori saranno le caratteristiche principali.
Un’alleanza tra tradizione e innovazione
Philippe Krief, CEO di Alpine, ha commentato la chiusura della produzione della seconda generazione: “Contrariamente a quanto si pensa, questa non è stata un’occasione triste, ma qualcosa di pieno di entusiasmo e passione per ciò che verrà”. L’industria automobilistica sta attraversando una profonda trasformazione, e Alpine si prepara a affrontare le sfide con la stessa passione che ha sempre contraddistinto il brand. La nuova A110 elettrica rappresenterà un ulteriore passo avanti nella storia del marchio.
La versione Future, con al volante il pilota Pierre Gasly, è un segno del legame tra il passato e il futuro. L’erede elettrica, attesa nei prossimi mesi, sarà un’altra prova della capacità di Alpine di reinventarsi senza perdere la sua identità. Il futuro dell’Alpine A110 è già scritto, e sarà solo 100% elettrica.