Stellantis valuta trasferimenti definitivi da Termoli ad Atessa per almeno 60 lavoratori
Stellantis valuta trasferimenti definitivi da Termoli ad Atessa per almeno 60 lavoratori, con incentivi fino a 24 mensilità.
Stellantis sta valutando l’ipotesi di trasferimenti definitivi da Termoli ad Atessa per almeno 60 lavoratori, con possibili incentivi fino a 24 mensilità. L’idea, emersa da fonti locali, riguarda un piano di mobilità volontaria tra i due stabilimenti del gruppo automobilistico, con priorità per i dipendenti residenti in Abruzzo. L’ipotesi arriva in un momento di tensione occupazionale a Termoli, dove i turni di lavoro sono ridotti e i contratti di solidarietà mettono a dura prova i redditi familiari.
Un piano in fase di valutazione
Secondo quanto riferito da Primonumero, Stellantis avrebbe iniziato a sondare l’interesse dei lavoratori alcune settimane fa. Il trasferimento ad Atessa comporterebbe un cambio definitivo della sede di lavoro, a differenza delle trasferte temporanee solitamente utilizzate per gestire gli squilibri produttivi tra gli stabilimenti del gruppo. Tuttavia, al momento non vi è alcuna conferma ufficiale indipendente riguardo al numero di lavoratori coinvolti o alle condizioni dell’accordo. Le voci che circolano tra i lavoratori parlano di un pacchetto di incentivi pari a circa 24 mensilità.
La situazione a Termoli è segnata da incertezza e riduzione dei turni.
I dipendenti intervistati descrivono settimane caratterizzate da soli tre o quattro giorni di lavoro e difficoltà nel ricevere i turni con il dovuto preavviso. L’incertezza sulla produzione futura rende difficile pianificare persino le spese quotidiane. Il ricorso ai contratti di solidarietà sta mettendo a dura prova i redditi familiari, mentre i sindacati segnalano un numero di posti di lavoro a rischio che potrebbe raggiungere i 700 a settembre.
Un contesto di ripresa a Atessa
Al tempo stesso, i dati relativi allo stabilimento di Atessa mostrano segnali di ripresa. Secondo la Fim-Cisl, nei primi nove mesi del 2026 sono stati prodotti 133.800 veicoli commerciali, con un incremento del 17,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, il contratto di solidarietà che coinvolgeva circa 200 lavoratori è terminato a luglio, in seguito al parziale ripristino del terzo turno.
Il progetto di elettrificazione potrebbe incidere su oltre 250 posti di lavoro.
Stando a quanto riferito da Primonumero, l’offerta potrebbe estendersi fino a circa 300 dipendenti, inclusi quelli residenti fuori dall’Abruzzo. Tali dettagli sono ancora da verificare; il sito segnala l’assenza di un annuncio ufficiale sulle condizioni economiche, il che significa che le cifre e la portata del piano non possono ancora considerarsi definitive. Il sindacato Fim-Cisl ha ribadito la necessità di assegnare ulteriori attività produttive allo stabilimento. Il sindacato stima che il progetto relativo alla trasmissione elettrificata inciderà su un numero di posti di lavoro compreso tra 250 e 300. Sebbene l’aggiornamento del motore GSE sia valutato positivamente, è considerato insufficiente a compensare le perdite produttive o a garantire la piena continuità occupazionale.