Tesla presenta un motore senza terre rare per il Cybercab, più leggero e autonomo
Tesla annuncia un motore elettrico senza terre rare per il Cybercab, ridotto del 25% di peso e 18% di ingombro.

Il Cybercab di Tesla, il veicolo a marchio completamente privo di comandi manuali, presenta un motore elettrico senza utilizzo di terre rare, più leggero del 25% e più piccolo del 18% rispetto ai modelli precedenti. L’annuncio, diffuso da Elon Musk su Twitter il 4 settembre 2026, segna un passo significativo nella strategia industriale del gruppo, volta a ridurre la dipendenza da una filiera produttiva dominata dalla Cina. Il motore, sviluppato in casa, non compromette la portata di 165 Wh/mi, confermando l’efficienza del modello. L’innovazione non è solo tecnica, ma anche geopolitica, poiché mira a ridurre la concentrazione della produzione di materiali chiave in un’unica nazione.
Un passo verso l’autonomia industriale
Le terre rare, come il neodimio, sono fondamentali per molti motori a magneti permanenti, ma non sono rare in senso geologico. Il problema risiede nella concentrazione della lavorazione, quasi esclusivamente in Cina. Un motore elettrico contiene mediamente circa un chilogrammo di questi elementi, una quantità minima per singolo veicolo, ma significativa a livello globale. Tesla, con il Cybercab, sembra voler scommettere su una soluzione alternativa, che permetta di produrre motori senza dipendere da una filiera estremamente concentrata. L’obiettivo non è solo tecnico, ma strategico: ridurre la dipendenza da un Paese che ha introdotto restrizioni sulle esportazioni di materiali chiave.
Il Cybercab, attualmente in fase di test in Texas, è il primo modello a marchio Tesla completamente privo di comandi manuali. Il motore senza terre rare rappresenta una delle sue caratteristiche più interessanti, ma non l’unica. Il veicolo, già certificato per un consumo di 165 Wh/mi, è considerato l’elettrica più efficiente in circolazione negli Stati Uniti. La soluzione potrebbe essere replicata su modelli di serie, ma per ora è limitata ai circa 45 esemplari registrati. L’obiettivo di Tesla è di rendere il Cybercab un simbolo di autonomia industriale, non solo di innovazione tecnica.
Un’evoluzione che non cambia l’efficienza
Il motore del Cybercab non ha registrato un aumento significativo nell’efficienza, che rimane già elevata, con un tasso di conversione superiore al 90%. Il guadagno in efficienza pura è marginale, e Tesla non ha comunicato i dati precisi. Tuttavia, il vantaggio più concreto riguarda la possibilità di ottenere la stessa densità di potenza in uno spazio ridotto, un elemento cruciale per un veicolo come il Cybercab, progettato per essere compatto e efficiente. L’innovazione, quindi, non si basa su un miglioramento tecnico radicale, ma su una soluzione che permette di ridurre il peso e l’ingombro senza compromettere le prestazioni.
Già nel 2023, Tesla aveva dichiarato l’intenzione di sviluppare magneti permanenti senza elementi critici. Il Cybercab sembra la prima applicazione concreta di quel lavoro, anche se mancano conferme ufficiali sulla composizione esatta del nuovo magnete. L’obiettivo è di ridurre la dipendenza da una filiera produttiva estremamente concentrata, aumentando la capacità di produrre motori in modo autonomo. La soluzione, se confermata, potrebbe rappresentare un passo importante verso un’industria automobilistica più diversificata e meno soggetta a tensioni geopolitiche.
Il Cybercab, con il suo motore senza terre rare, rappresenta un’evoluzione non solo tecnica, ma anche strategica. La scelta di Tesla di ridurre il peso e l’ingombro del motore senza compromettere le prestazioni è un esempio di come l’innovazione possa essere guidata da esigenze industriali e geopolitiche. Il veicolo, che ha già suscitato interesse per la sua efficienza e autonomia, potrebbe diventare un modello per il futuro dell’automotive elettrico, in un settore sempre più sensibile alle dinamiche globali.
La riduzione del peso e dell’ingombro è un passo significativo per Tesla.
La strategia industriale mira a ridurre la dipendenza da una filiera concentrata in Cina.