Auto elettriche in Italia: 362mila unità, il piano mira a 4,3 milioni entro 2030

Il parco elettrico italiano resta sotto l’1%: il piano prevede un aumento di oltre dieci volte entro il 2030.

Auto elettriche in Italia: 362mila unità, il piano mira a 4,3 milioni entro 2030
Parco auto elettrico italiano con meno dell'1% delle vetture circolanti, dati del 2025
Parco auto elettrico italiano con meno dell’1% delle vetture circolanti, dati del 2025

Il parco elettrico italiano resta sotto l’1%

Al 31 dicembre 2025, sulle strade italiane circolavano circa 41,8 milioni di autovetture, di cui appena 362.224 elettriche. Questo significa che le vetture a batteria rappresentavano lo 0,9% del totale, un dato che mette in luce la lenta transizione verso i veicoli elettrici. Il piano nazionale prevede un aumento significativo, con l’obiettivo di raggiungere 4,3 milioni di unità entro il 2030. Un traguardo che richiederebbe una crescita di oltre dieci volte rispetto ai livelli attuali.

La distanza tra il presente e l’obiettivo è enorme. Nonostante le immatricolazioni di auto elettriche siano in aumento, il ritmo non è sufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati per la fine del decennio. Il rapporto del Servizio Studi della Camera sottolinea che il parco auto italiano è tra i più anziani d’Europa, e il ricambio delle vetture procede con ritmi lenti. Questo crea una situazione in cui la transizione energetica, pur iniziata, appare ancora lontana dal raggiungere i traguardi fissati.

Le immatricolazioni crescono, ma non basta

Nel 2025, le auto elettriche hanno rappresentato il 6,2% delle immatricolazioni, mentre le ibride plug-in hanno raggiunto il 6,5%. La crescita è reale, ma non sufficiente per avvicinarsi al target dei quattro milioni di veicoli elettrici entro il 2030. Anche se il parco circolante italiano è invecchiato, il ricambio non è abbastanza rapido da permettere una transizione significativa. Il ritmo attuale non è in grado di soddisfare gli obiettivi fissati. Tra i fattori che ostacolano la crescita delle auto elettriche, si segnala il costo d’acquisto elevato per molte famiglie, le incertezze sull’autonomia, la scarsa disponibilità delle infrastrutture di ricarica e la diffusa prudenza degli automobilisti, che preferiscono soluzioni più tradizionali. Questi elementi contribuiscono a mantenere un’adozione lenta, nonostante l’interesse crescente per i veicoli a zero emissioni.

Il biometano e l’idrogeno: alternative in crescita

Il rapporto della Camera dedica spazio anche al biometano, considerato uno dei carburanti alternativi più promettenti per la riduzione delle emissioni. Tra il 2019 e il 2025, il suo utilizzo nei trasporti è cresciuto di otto volte, raggiungendo quota 342 ktep. Un incremento significativo che dimostra come il settore stia acquisendo un ruolo sempre più rilevante nel panorama energetico nazionale. Tuttavia, la distanza dagli obiettivi fissati per il 2030 rimane ampia. Per il 2030, la traiettoria prevede infatti 877 ktep destinati ai trasporti, ai quali si aggiungono ulteriori 3.186 ktep per usi termici che oggi risultano quasi assenti.

Anche l’idrogeno entra nelle statistiche, sebbene in modo limitato. Fino al 2024, i consumi di idrogeno rinnovabile erano pari a zero, mentre nel 2025 emergono i primi utilizzi effettivi. Si tratta di numeri ancora modesti, ma rappresentano un passo simbolicamente importante per una tecnologia che molti considerano una soluzione per alcuni segmenti della mobilità e dei trasporti pesanti. La transizione energetica è iniziata, ma il ritmo attuale non è sufficiente.

Il 2030 si avvicina: la sfida è ancora lunga

La fotografia scattata dal rapporto è chiara: la transizione energetica nei trasporti è iniziata, ma il ritmo attuale appare ancora lontano da quello necessario per raggiungere gli obiettivi fissati per la fine del decennio. La montagna da scalare è impervia, e i fattori che ne ostacolano la crescita sono molteplici. Il costo elevato, le incertezze sull’autonomia, la scarsa disponibilità delle infrastrutture e la prudenza degli automobilisti sono tutti elementi che contribuiscono a mantenere un’adozione lenta. Il 2030 non è più così distante, ma la strada da percorrere è ancora lunga. La transizione energetica richiede un impegno concreto e una serie di azioni mirate per superare le barriere esistenti e raggiungere gli obiettivi fissati. La sfida è grande, ma la strada è aperta.