Il Lotus Etna, il superdeportivo mai realizzato che avrebbe rivoluzionato l’industria
Il Lotus Etna, un prototipo unico e mai realizzato, potrebbe valere oltre 300mila euro.

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Il Lotus Etna rappresenta una delle storie più affascinanti del mondo automobilistico. Progettato per essere più leggero del Testarossa e più avanzato del Countach, il prototipo fu interrotto prima di poter prendere forma. Il progetto fu abbandonato a causa di una combinazione di crisi economiche, problemi interni e un cambio di strategia aziendale. Il risultato fu un unico esemplare, costruito in lega leggera e dotato di un motore raro, il Lotus Type 909, progettato da Tony Rudd su richiesta di Colin Chapman.
Un progetto ambizioso con tecnologia di Formula 1
Il Lotus Etna era un progetto ambizioso, che mirava a unire la leggerezza e la precisione del brand con le tecnologie più avanzate. Il motore V8 Type 909, costruito in modo innovativo, era stato progettato da Tony Rudd su richiesta esplicita di Colin Chapman. Il progetto fu presentato al Salone dell’Automobile di Londra nel 1984, con un design futurista firmato da Giorgetto Giugiaro, che univa la forma di una lama a una carrozzeria leggera. Il progetto aveva l’obiettivo di competere con i superdeportivi più famosi del tempo, come il Ferrari Testarossa e il Lamborghini Countach.
Il prototipo era dotato di un sistema di sospensione attiva sviluppato per la Formula 1, in grado di regolare in tempo reale la posizione e la stabilità del veicolo. Era previsto anche il controllo della trazione, l’ABS e la cancellazione attiva del rumore, tecnologie all’avanguardia per l’epoca. Il motore, che cubicava quattro litri e produceva 335 CV, era combinato con una trasmissione manuale a cinque marce. Sulla carta, il Lotus Etna poteva accelerare da 0 a 96 km/h in 4,3 secondi e raggiungere velocità superiori ai 290 km/h.
Un progetto interrotto da problemi economici
Nonostante l’entusiasmo iniziale, il progetto fu interrotto a causa di una serie di problemi. La morte di Colin Chapman nel 1982 portò a una grave instabilità finanziaria per la casa inglese. La crisi del petrolio e la recessione globale portarono a una priorità su modelli più accessibili, e il Lotus Etna fu abbandonato. Dopo l’acquisizione di Lotus da parte di General Motors nel 1986, il progetto fu definitivamente cancellato. Il prototipo fu lasciato in un deposito a Hethel, dove rimase per 14 anni.
Il Lotus Etna fu recuperato nel 1998 da un collezionista, Olav Glasius, che lo considerò semplicemente una maqueta. Durante la restaurazione, condotta da Ken Myers, fu scoperto che il prototipo nascondeva un motore Type 909 e una trasmissione. Myers completò il sistema meccanico e sostituì la sospensione attiva con componenti restaurati da un Esprit, rendendo il prototipo guidabile. Il Lotus Etna “rinascé” nel 2006 al Festival Lotus di Donington Park, e da allora ha partecipato a eventi come il Goodwood Festival of Speed.
Il Lotus Etna è attualmente in una collezione privata in California e sarà messo in subasta da Broad Arrow Auctions durante la Monterey Car Week. La stima iniziale è tra 250.000 e 400.000 dollari, ma il prezzo effettivo è stato di 224.000 dollari. Il valore del prototipo va ben al di là del mercato, rappresentando un simbolo di ciò che Lotus poteva realizzare. Un unico esemplare, un motore raro e il design di un maestro: il Lotus Etna è una storia che dimostra che, a volte, il più fascinoso non è ciò che è stato fatto, ma ciò che poteva essere fatto.