Voyah Passion S, il loop nel tunnel: un omaggio a Schumacher e un passo verso l’Europa

Voyah Passion S completa un giro a 360° a 130 km/h in un tunnel, ispirandosi a Schumacher, mentre si prepara all’espansione in Europa con Stellantis.

Voyah Passion S, il loop nel tunnel: un omaggio a Schumacher e un passo verso l’Europa
SUV elettrico che percorre la parete di un tunnel, arriva sul soffitto e torna sull’asfalto completando un giro a 360 gradi
SUV elettrico che percorre la parete di un tunnel, arriva sul soffitto e torna sull’asfalto completando un giro a 360 gradi

Voyah Passion S, il nuovo SUV-coupé elettrico del marchio premium cinese Dongfeng, ha conquistato l’attenzione globale con un stunt estremo: un loop di 360 gradi all’interno di un tunnel a Wuhan, raggiungendo una velocità di 130 km/h. L’impresa, ispirata alla celebre pubblicità della Mercedes SLS AMG con Michael Schumacher del 2010, rappresenta un momento di spettacolo e tecnologia, ma dietro c’è una strategia chiara: l’espansione in Europa attraverso una joint venture con Stellantis. La prova, realizzata in una galleria chiusa, ha suscitato dibattito e sospetti di montaggio, ma l’azienda ha risposto mostrando un video non tagliato e un tentativo fallito per dimostrare la veridicità del test.

Un omaggio a Schumacher e una sfida alla fisica

La Voyah Passion S, lunga 5.050 mm e dotata di una piattaforma a 800 volt, ha completato un giro a 360 gradi sulle pareti di un tunnel a velocità di 130 km/h. L’angolo di sterzo di 16 gradi ha reso l’impresa estremamente complessa: sarebbero bastati 3-5 km/h in meno per farla cadere. La manovra, realizzata in una galleria chiusa a Wuhan, è un chiaro omaggio alla pubblicità di Mercedes con Schumacher, ma anche una dimostrazione delle capacità di controllo e stabilità del modello. La velocità e la precisione sono state chiavi per riuscire nell’impresa, con un margine di errore estremamente ridotto.

La sfida dei dazi e l’ingresso in Europa

La strategia di Voyah non si limita al lancio in Cina: il marchio si prepara a sbarcare in Europa attraverso una joint venture con Stellantis, annunciata nel maggio 2026. La partnership, con Stellantis al 51% e Dongfeng al 49%, prevede la produzione di alcuni modelli a Rennes, in Francia, per ottenere l’etichetta “Made in Europe” e aggirare i dazi sulle auto elettriche cinesi, che arrivano fino al 35,3%. L’ingresso in Europa rappresenta un passo importante per Voyah, che già opera in Norvegia e in altri mercati limitati, ma con numeri ancora modesti. La joint venture punta a espandere la rete di vendita e assistenza attraverso la rete di Stellantis, un’alleanza strategica per entrare nel cuore dell’Europa.

La Voyah Passion S, con un motore che arriva a 637 CV e una velocità massima di 200 km/h, è un modello di taglia medio-grande, dotato di guida assistita Huawei Qiankun ADS 5.0 e lidar a 896 linee. In Cina, la gamma parte da 229.900 yuan (circa 29.000 euro) e arriva a 309.900 yuan (intorno ai 39.000 euro), con prezzi indicativi e non definitivi per il mercato europeo. La prova del loop nel tunnel non è solo un momento di spettacolo, ma anche una strategia per attirare l’attenzione su un modello che si prepara a competere a livello internazionale.

SUV elettrico che percorre la parete di un tunnel, arriva sul soffitto e torna sull’asfalto completando un giro a 360 gradi, immagine di approfondimento

La manovra richiedeva soprattutto velocità e precisione. La Voyah Passion S ha accelerato fino a 130 km/h prima di affrontare la parete curva del tunnel con un angolo di sterzata di 16 gradi. A quel punto entra in gioco la fisica. La velocità permette di generare l’accelerazione centripeta necessaria a mantenere il veicolo sulla superficie curva durante il passaggio sulle pareti e sul soffitto. Per riuscirci, però, l’auto deve seguire una traiettoria molto precisa e conservare sufficiente velocità durante tutta la rotazione.

Un margine ridotto spiega quanto la prova sia stata studiata nei dettagli. Secondo le informazioni diffuse dal costruttore, sarebbe bastata una perdita di appena 3-5 km/h per compromettere la manovra e far perdere aderenza alla vettura. Un margine ridotto che spiega quanto la prova sia stata studiata nei dettagli. La difficoltà aumenta considerando dimensioni, massa e baricentro di un SUV rispetto a quelli di una tradizionale auto sportiva. Non basta quindi avere molta potenza: servono stabilità, controllo e una risposta prevedibile del veicolo durante l’intera rotazione.