Ferrari esplora una carrozzeria attiva che si modifica in movimento per migliorare l’aerodinamica
Ferrari studia una carrozzeria che cambia forma durante la marcia per ottimizzare l’aerodinamica

Ferrari sta esplorando un’innovazione che potrebbe rivoluzionare il design delle sue future vetture: una carrozzeria in grado di modificare la propria forma mentre l’auto è in movimento. Il brevetto depositato presso l’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti descrive un sistema in cui non solo un alettone, ma parte della carrozzeria potrebbe spostarsi per ottimizzare l’aerodinamica in base alle condizioni di guida. L’idea nasce da una filosofia che mira a conciliare efficienza, stabilità alle alte velocità e carico aerodinamico senza penalizzarli reciprocamente.
Una coda che si allunga e si modifica
La parte più interessante del brevetto si trova al posteriore, dove compare un grande alettone estensibile associato a una barra luminosa e ad altri elementi mobili. In determinate condizioni, l’intero sistema potrebbe spostarsi, modificando di fatto la lunghezza e la conformazione della coda. Questo permetterebbe a Ferrari di ottenere configurazioni aerodinamiche differenti senza essere costretta ad adottare una soluzione fissa. Ad esempio, alle alte velocità, il posteriore potrebbe estendersi per favorire la gestione dei flussi d’aria e l’efficienza. In altre situazioni, come durante una frenata o nella guida più impegnativa, gli elementi mobili potrebbero assumere una posizione differente per incrementare il carico sulle ruote posteriori. La tecnologia non si limita al posteriore, ma include anche elementi come i fanali, che potrebbero modificare la propria inclinazione verso il basso, intervenendo sul flusso diretto verso il piccolo spoiler posteriore. Una soluzione che mostra quanto il concetto di aerodinamica mobile possa andare oltre i tradizionali flap e alettoni regolabili.
Un’evoluzione tecnica da competizione a strada
Ferrari utilizza da tempo dispositivi aerodinamici attivi. LaFerrari, SF90 Stradale e F80 rappresentano alcune delle tappe di un’evoluzione che ha permesso di sfruttare soluzioni sempre più sofisticate, anche grazie all’esperienza maturata nelle competizioni. Il nuovo brevetto indica però una possibile evoluzione ulteriore: non più singole appendici che si muovono, ma porzioni della vettura capaci di cambiare configurazione in funzione delle condizioni di marcia.
Non significa che vedremo necessariamente una Ferrari di serie con una coda estensibile. Il deposito di un brevetto protegge una tecnologia, ma non garantisce che questa arrivi effettivamente alla produzione. Resta però significativo che Maranello stia esplorando applicazioni differenti dello stesso principio. Se queste idee dovessero arrivare su strada, sulle Ferrari del futuro la carrozzeria potrebbe non essere più una forma immutabile, ma diventare una componente attiva delle prestazioni. La tecnologia potrebbe permettere a una vettura di adattarsi dinamicamente alle condizioni di guida, migliorando l’efficienza e la stabilità in modo unico e innovativo.