Volkswagen abbandona Bugatti, Porsche cede controllo a Rimac

Porsche cede Bugatti a Rimac per 1 miliardo di euro, segnando la fine del controllo Volkswagen sul marchio.

Volkswagen abbandona Bugatti, Porsche cede controllo a Rimac
Porsche e Rimac condividono un'auto di lusso, con un motore V16 ibrido e un design estremo
Porsche e Rimac condividono un’auto di lusso, con un motore V16 ibrido e un design estremo

Volkswagen abbandona Bugatti, cedendo il controllo del marchio a Rimac per un importo di 1 miliardo di euro. La decisione, annunciata ufficialmente il 9 settembre, segna la fine di un’era che si è sviluppata negli ultimi trent’anni. Porsche, che aveva acquisito una quota nel gruppo Bugatti Rimac, ha completato la cessione delle sue partecipazioni, lasciando il comando a Mate Rimac, CEO del gruppo sloveno. L’operazione, approvata dalle autorità antitrust, permette a Porsche di concentrarsi sul proprio core business, mentre Bugatti entra in una nuova fase con l’agilità e l’innovazione di Rimac.

Un’eredità nata dal sogno di Piëch

La storia di Bugatti in Volkswagen inizia nel 1998, quando Ferdinand Piëch, allora numero uno del gruppo, decise di rilevare i diritti del marchio francese. L’obiettivo era ambizioso: dominare il settore delle auto ad altissime prestazioni. Tra i progetti più estremi, la Bugatti Veyron, con i suoi 1.000 cavalli, è diventata un simbolo dell’automobilismo degli anni Duemila. La Veyron ha definito l’identità moderna del marchio di Molsheim, come costruttore di hypercar spaventosamente potenti e fuori dalla portata dei comuni mortali. Quando Piëch si è spento nel 2019, Bugatti ha ammesso che senza la sua visione il marchio non esisterebbe nella forma che conosciamo.

La Veyron ha rappresentato un punto di svolta per Bugatti, definendo un nuovo standard di prestazioni e tecnologia. La sua eredità è ancora oggi visibile in modelli come la Tourbillon, che combina un motore V16 aspirato con un sistema ibrido, dimostrando che l’elettrificazione può convivere con la passione per il motore a combustione.

Un’alleanza tra passato e futuro

Nel 2021 è nata la joint venture Bugatti Rimac, con il Gruppo Rimac al 55% e Porsche al 45%. L’idea era chiara: unire l’eredità dei motori termici Bugatti con le competenze sull’elettrico ad alte prestazioni di Mate Rimac. Da questa collaborazione sono nate auto decisamente interessanti, come la Mistral e la Bugatti Tourbillon. La Tourbillon, con un motore V16 aspirato abbinato a un sistema ibrido, dimostra che l’elettrificazione può convivere con la passione per il motore a combustione senza snaturarla. La produzione di Bugatti è già sold-out fino al 2029, segno di un mercato in forte domanda. Con l’uscita di Porsche, il controllo di Bugatti passa interamente a Rimac, che rimane l’azionista di maggioranza. Mate Rimac assume la carica di presidente di Bugatti Automobiles, mantenendo contemporaneamente il ruolo di CEO di Bugatti Rimac. Il volante è ora saldamente nelle sue mani, con l’appoggio finanziario dei nuovi soci.

Per Bugatti, questa è una svolta che potrebbe portare a nuovi progetti e a una produzione già in sintonia con le richieste del mercato. Al timone c’è un vero appassionato di meccanica che ha già dimostrato di sapere il fatto suo. La casa tedesca, con l’uscita di Porsche, si concentra ora sui propri modelli di serie, come il rinnovo della gamma con l’erede della Macan, il lavoro sulle versioni elettriche di Boxster e Cayman, e l’idea di un nuovo SUV a tre file di sedili.

La decisione di Porsche è pragmatica, mirata a concentrare risorse e energie sul core business. Non si dimentica, però, che a Zuffenhausen stanno valutando anche una nuova sportiva della serie GT e persino una futura hypercar. Per Bugatti, invece, questa è l’occasione per entrare nel futuro con l’agilità e l’innovazione di Rimac, supportata da nuovi investitori come HOF Capital e BlueFive Capital.