Il KBA chiede i dati dei tachimetri a 200.000 automobilisti

Il KBA chiede i dati dei tachimetri a 200.000 automobilisti per migliorare la precisione delle statistiche sulle emissioni e la mobilità in Germania.

Il KBA chiede i dati dei tachimetri a 200.000 automobilisti
Un automobilista riceve una lettera dal KBA per fornire i dati del tachimetro, mentre si svolge una campagna di rilevamento nazionale
Un automobilista riceve una lettera dal KBA per fornire i dati del tachimetro, mentre si svolge una campagna di rilevamento nazionale

Il KBA, l’ufficio federale tedesco per la sicurezza stradale, ha inviato a circa 200.000 automobilisti in Germania una richiesta per conoscere i dati dei tachimetri. L’obiettivo è raccogliere informazioni sull’uso reale dei veicoli, con l’obiettivo di migliorare la precisione delle statistiche sulle emissioni e la mobilità nazionale. La richiesta, inviata via posta o online, richiede ai proprietari di indicare i chilometri percorsi in due momenti diversi, per calcolare la media annuale. L’operazione, che si svolgerà in sei ondate fino a settembre 2027, è parte di un progetto coordinato dalla BASt e operato dal KBA.

Un’inchiesta per combattere il tachobetrug

La richiesta del KBA non è solo un’azione statistica, ma anche un tentativo di contrastare il tachobetrug, un fenomeno che ha causato danni economici stimati in oltre sei miliardi di euro l’anno. Secondo dati del TÜV-Report 2026, il 21,5% dei veicoli ha fallito la HU (ispezione tecnica) a causa di malfunzionamenti, tra cui manipolazioni del tachimetro. Questi dati, raccolti durante le ispezioni, sono utilizzati per verificare la plausibilità dei chilometri indicati. La nuova campagna, però, aggiunge una seconda fonte indipendente, permettendo di confrontare i dati forniti dai proprietari con quelli raccolti durante le ispezioni. Questo aumento della precisione è particolarmente importante per i veicoli elettrici, che sono cresciuti da quasi zero a oltre due milioni in dodici anni.

La campagna è un passo importante per migliorare la trasparenza e la precisione delle statistiche. L’obiettivo è creare una base di dati affidabili per l’intero paese, in un contesto in cui il parco veicolare si è trasformato radicalmente. La mancanza di dati aggiornati ha reso necessaria questa iniziativa, che potrebbe aiutare a comprendere meglio l’uso reale dei veicoli, soprattutto in un contesto in cui i veicoli elettrici stanno diventando sempre più comuni.

Un’esperienza personale e un’opinione di esperto

Un esperto in valutazioni, Hartmut Seidel, ha espresso un’opinione positiva sulla campagna, pur ritenendo che il ritmo di lavoro sia un po’ lento. Seidel, che lavora da quattordici anni nel settore dei veicoli usati, ha sottolineato come la rilevazione dei chilometri possa aiutare a identificare i casi di manipolazione, un problema che lo ha visto ogni mese confrontarsi con tre o quattro casi. La sua esperienza personale ha reso chiaro come la campagna possa fornire dati utili per il settore, anche se non è intesa a punire singoli individui, ma a creare una base di dati affidabili per l’intero paese.

La campagna non risolve immediatamente il problema del tachobetrug, ma offre un’opportunità per rafforzare le misure di controllo. Mentre i dati raccolti nel 2026 saranno analizzati, i professionisti continueranno a utilizzare i dati disponibili, come quelli derivanti dalle ispezioni tecniche. La mancanza di dati aggiornati ha reso necessaria questa iniziativa, che potrebbe aiutare a comprendere meglio l’uso reale dei veicoli, soprattutto in un contesto in cui i veicoli elettrici stanno diventando sempre più comuni.

La campagna del KBA rappresenta un passo importante per migliorare la trasparenza e la precisione delle statistiche sulle emissioni e la mobilità in Germania. Con l’aumento del numero di veicoli elettrici e la crescente complessità del mercato, la disponibilità di dati affidabili diventa sempre più cruciale. La campagna, sebbene non risolva immediatamente il problema del tachobetrug, offre un’opportunità per rafforzare le misure di controllo e proteggere i consumatori da frodi che costano milioni di euro ogni anno.