Multa ingiusta per segnaletica invisibile: il ricorso del cittadino a Rieti
Un cittadino di Rieti contesta una multa per segnaletica stradale non visibile, presentando un ricorso in Tribunale.
Un cittadino di Rieti ha presentato un ricorso contro una multa emessa per un errore scusabile, causato da una segnaletica stradale non visibile. L’incidente si è verificato nell’incrocio tra Via Salaria e Largo dei Bersaglieri, dove l’impianto semaforico non era correttamente segnalato. L’automobilista, Giovanni Mancini, ha spiegato che, nonostante l’arresto iniziale al semaforo, la ripartenza è stata indotta da un errore scusabile, dovuto alla mancanza di indicazioni orizzontali. La segnaletica orizzontale, composta da frecce direzionali e linee d’arresto, era completamente assente o illeggibile, generando confusione e un rischio di sanzione ingiusta.
Segnaletica invisibile e rischio di sanzione
Secondo le normative vigenti, l’ente proprietario della strada (Comune o Provincia) ha l’obbligo di mantenere la segnaletica stradale sempre in perfetta efficienza. Tuttavia, nel caso in questione, le strisce longitudinali di corsia e le frecce direzionali erano assenti o illeggibili. La fotografia attesta direttamente che, al 21 giugno 2024, le segnalazioni orizzontali di canalizzazione erano completamente assenti, come evidenziato dal verbale di manutenzione periodica dell’impianto del 13 ottobre 2023. L’assenza di segnaletica ha portato a una situazione in cui il buon senso dell’automobilista è stato tradito, generando un errore scusabile. La mancanza di segnaletica orizzontale ha creato una situazione di confusione per l’automobilista. L’incrocio, regolato da un impianto semaforico a doppia corsia, non aveva indicazioni chiare per le corsie. L’automobilista, pur avendo rispettato le regole, ha subito un errore scusabile a causa della mancanza di segnaletica. Questo ha portato a una sanzione ingiusta, che il cittadino ha deciso di contestare.
Procedura per contestare la multa
Per contestare la multa, il cittadino ha scelto di presentare un ricorso al Giudice di Pace e, in caso di rigetto, in Appello presso il Tribunale Civile. La base del ricorso si fonda su prove documentali rigide, tra cui rilievi fotografici dell’incrocio e la documentazione relativa alla manutenzione dell’impianto. Inoltre, l’accesso agli atti amministrativi, previsto dall’art. 241 del Codice delle leggi sulla Pubblica Amministrazione, permette al cittadino di richiedere tutta la documentazione relativa alla manutenzione dell’incrocio e all’omologazione del dispositivo di rilevamento.
Il ricorso si basa su prove documentali e su una mancanza di manutenzione da parte dell’Ente. L’automobilista ha fornito foto dell’incrocio che mostrano la totale assenza di segnaletica orizzontale. Inoltre, ha richiesto l’accesso agli atti amministrativi per verificare se l’Ente aveva ricevuto segnalazioni di degrado dell’impianto. L’obiettivo del ricorso non è solo la tutela del singolo automobilista, ma l’affermazione di un principio cardine sancito dal Codice della Strada: non può esserci sanzione senza un’adeguata e perfetta manutenzione della segnaletica stradale.
Il caso di Rieti rappresenta un esempio di come la mancanza di segnaletica stradale possa portare a sanzioni ingiuste. L’automobilista ha vissuto in prima persona la situazione, vedendosi contestata un’infrazione a bordo della sua Renault Zoe proprio in quell’incrocio privo di segnaletica. La battaglia in Appello è una questione di principio per la sicurezza di tutti, poiché i sistemi automatici di rilevamento non dovrebbero essere strumenti di mero incasso sanzionatorio, ma strumenti per garantire la sicurezza e la chiarezza visiva della viabilità.
Il ricorso è supportato da prove documentali, tra cui una perizia del manutentore ufficiale (Project Automation) che aveva già evidenziato la necessità di rifare le strisce di segnaletica tre anni prima dell’infrazione. L’assenza di manutenzione periodica ha portato a un degrado totale dell’impianto, con la lanterna semaforica priva di visiera parasole e la presenza di accumuli di sporcizia sulla lente. Questi elementi costituiscono la base della difesa, dimostrando che la violazione non è frutto della volontà di eludere il Codice della Strada, ma di un errore scusabile indotto dalla cattiva manutenzione della strada da parte dell’Ente pubblico.
Il ricorso è stato rigettato, ma il cittadino ha deciso di proseguire in Appello. La difesa si basa su quattro pilastri tecnici e giuridici: buon senso ed errore incolpevole, carenza e fatiscenza della segna