Nuove regole Autovelox: obbligo di omologazione automatica per le multe
Nuove regole Autovelox: obbligo di omologazione automatica per le multe, con scadenza al 12 luglio 2027.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha introdotto nuove regole per l’omologazione automatica degli autovelox, modificando radicalmente le procedure per le multe e i ricorsi. Dal 12 luglio 2026, le sanzioni per eccesso di velocità seguono regole inedite, con un impatto diretto sulle tasche dei cittadini e sulle strategie legali degli avvocati. L’obiettivo principale è garantire la regolarità delle sanzioni e ridurre il caos processuale. La novità più significativa è l’omologazione automatica per la maggior parte dei dispositivi già installati sulle strade italiane, con un periodo di transizione fissato al 12 luglio 2027.
Omologazione automatica e obbligo di documentazione
La nuova normativa, introdotta con l’articolo 6, comma 1, del Decreto ministeriale n. 125/2026, prevede che tutti i dispositivi conformi ai prototipi elencati nell’Allegato B siano considerati omologati in via automatica. Questo meccanismo inverte le regole del giudizio: l’automobilista non può più contestare l’assenza di omologazione in modo generico, ma deve dimostrare in aula che il dispositivo fisico non corrisponde al prototipo teorico approvato. Per le telecamere non incluse nell’elenco, le amministrazioni locali devono richiedere un’omologazione specifica.
Per garantire la trasparenza e la legalità, i Comuni e la Polizia Stradale devono conservare due documenti fondamentali: il certificato di conformità e il verbale di verifica di funzionalità. Quest’ultimo, redatto su modelli standard unificati, attesta che il sistema operativo dell’autovelox funziona correttamente, senza malfunzionamenti informatici. Inoltre, le contravvenzioni devono riportare la frase “omologata ai sensi dell’art. 6, comma 1, del Decreto ministeriale n. 125/2026 del MIT”. L’omissione di questa dicitura potrebbe essere utilizzata dagli avvocati per sollevare dubbi sulla trasparenza dell’azione amministrativa.
Transizione e scadenze per le tarature
Il passaggio al nuovo sistema non è immediato: il Ministero concede un anno per l’adeguamento, con scadenza al 12 luglio 2027. Durante questo periodo, i certificati di taratura emessi in base alle vecchie regole mantengono la loro validità fino alla naturale scadenza. Tuttavia, ogni operazione di manutenzione o taratura successiva al 12 luglio 2026 deve rispettare i nuovi parametri tecnici. La normativa impone anche severe verifiche di funzionalità, che garantiscono l’efficacia del sistema di rilevamento e la corretta trasmissione dei dati. La nuova circolare del Viminale, del 17 luglio 2026, ha ulteriormente chiarito le procedure, richiedendo la conservazione obbligatoria dei documenti. L’obbligo formale di trascrivere una dicitura esatta sui verbali notificati a casa dei trasgressori è un ulteriore passo per garantire la trasparenza. In caso di mancata esibizione dei documenti, il giudice potrebbe annullare la sanzione per insufficienza di prove.
La difesa in giudizio diventa molto più complessa e costosa. Per annullare una multa, l’automobilista deve finanziare una consulenza tecnica per dimostrare alterazioni strutturali del dispositivo rispetto al prototipo approvato. Questo ha reso il processo molto più tecnico e costoso, con un impatto diretto sulle strategie difensive degli avvocati. Le nuove regole hanno trasformato radicalmente il quadro giuridico. L’obbligo di omologazione automatica e la conservazione dei documenti sono passi importanti per garantire la legalità e la trasparenza nel sistema delle sanzioni stradali.