Effetto catapulta, cosa è e perché colpisce i monopattinisti
Uno studio britannico svela il rischio di traumi gravi in seguito a cadute in monopattino elettrico.

Uno studio britannico ha analizzato i traumi riportati da motociclisti, ciclisti e utenti di monopattini elettrici, evidenziando un rischio significativo per la testa e per gli organi interni in caso di caduta. L’effetto catapulta, un fenomeno biomeccanico che spiega la maggiore frequenza di alcuni traumi, colpisce soprattutto chi utilizza i monopattini elettrici, spesso senza indossare il casco. I dati, raccolti su migliaia di pazienti tra il 2020 e il 2022, mostrano una differenza marcata tra i gruppi analizzati.
Effetto catapulta: come si verifica
Chi guida un monopattino è in piedi, con il corpo relativmente alto rispetto alle piccole ruote. Se la parte anteriore del mezzo incontra un ostacolo, come una buca o un cordolo, il monopattino può rallentare o arrestarsi bruscamente, mentre il corpo continua il movimento in avanti. Questo crea un effetto di proiezione in avanti, noto come “effetto catapulta”, che può causare traumi gravi alla testa e a organi interni. La dinamica è diversa rispetto a una moto, dove il motociclista si trova in una posizione più stabile e utilizza un casco specifico per la protezione.
Protezione insufficiente e scarsa utilizzazione del casco
Nel campione analizzato, il casco risultava indossato dal 75,7% dei motociclisti, ma solo dal 5,9% degli utenti di monopattino. Questa differenza spiega in parte il maggiore rischio di traumi cranici. Inoltre, i caschi da moto sono progettati per assorbire l’energia dell’impatto, mentre quelli utilizzati o non utilizzati per i monopattini non offrono la stessa protezione. La mancanza di protezioni personali, unita alla dinamica della caduta, aumenta i rischi per chi utilizza i monopattini elettrici. La ricerca ha anche evidenziato che, tra gli adulti, le lesioni agli organi interni sono 1,46 volte più frequenti tra gli utenti di monopattino rispetto ai motociclisti, mentre i traumi vascolari presentano un rischio relativo di 3,24. Anche il manubrio può contribuire alla dinamica dell’incidente, con il corpo che urta direttamente con torace o addome durante una caduta in avanti. Le fratture, invece, risultano meno frequenti tra i monopattinisti rispetto ai motociclisti, con un rischio relativo di 0,80.
La combinazione di dinamica della caduta e mancanza di protezioni aumenta i rischi. Per guidare in sicurezza, è fondamentale indossare il casco e rispettare le regole del traffico. L’effetto catapulta dimostra che non sempre la velocità è il principale fattore di rischio, ma la combinazione di dinamica della caduta e mancanza di protezioni può causare conseguenze serie. La ricerca sottolinea l’importanza di una maggiore consapevolezza e di misure preventive per ridurre i rischi associati all’uso dei monopattini elettrici.
- Effetto catapulta: fenomeno biomeccanico che spiega la maggiore frequenza di traumi in monopattinisti
- Utilizzo del casco: solo il 5,9% degli utenti di monopattino lo indossa
- Rischi per la testa e organi interni: dati evidenziati da uno studio britannico