La Cina sovrapproduce auto e spinge l’export in Europa: il mercato italiano si trova al centro del caos

La Cina lancia quasi quattro modelli al giorno e non sa dove venderli, spingendo l’export verso l’Europa. In Italia la quota dei marchi cinesi cresce al 13-14%.

La Cina sovrapproduce auto e spinge l’export in Europa: il mercato italiano si trova al centro del caos
Costruttori cinesi spediscono auto elettriche in Europa, con un aumento del 13-14% nella quota di mercato in Italia
Costruttori cinesi spediscono auto elettriche in Europa, con un aumento del 13-14% nella quota di mercato in Italia

Nel primo semestre del 2026, i costruttori cinesi hanno lanciato oltre 500 nuovi modelli, quasi quattro al giorno, trasformando il mercato interno in un campo di battaglia. La sovrapproduzione ha ridotto i margini del settore ai minimi storici, intorno al 3,4%, e ha spinto i prezzi a livelli senza precedenti. Molti marchi, come WM Motor e HiPhi, hanno già chiuso, mentre altri rischiano di sparire. La pressione ha portato a una guerra di prezzi feroce, con modelli simili tra loro e listini spesso sotto i 30.000 euro. L’effetto si sente anche in Italia, dove la quota dei marchi cinesi cresce al 13-14%, ma con rischi per chi compra da costruttori nuovi.

Un ritmo di lancio inaudito

La Cina ha reso illegale la vendita sottocosto e ha introdotto regole più severe per l’accesso al mercato, ma il ritmo di lancio di nuovi modelli è rimasto incontrollato. Secondo Caixin, i costruttori hanno lanciato oltre 500 modelli nel semestre, mentre i dati di Dongchedi, ripresi da Bloomberg, parlano di circa 650, contando anche i restyling. Questo è quasi quattro modelli al giorno, un numero senza precedenti rispetto ai 159 lanci negli Stati Uniti in quattro anni. Il risultato è un’offerta di auto molto simili tra loro, con margini schiacciati e una corsa al ribasso che ha ridotto i margini del settore a livelli record.

Il mercato cinese è diventato un campo di battaglia, con un ritmo di lancio che un dirigente di BYD ha definito “completamente folle”. La sovrapproduzione ha spinto l’export verso l’Europa, dove i marchi cinesi hanno toccato il 10,9% del mercato a giugno 2026. In Italia, la crescita è al 13-14%, con un aumento di scelta e di pressione sui prezzi. Tuttavia, il rischio per i consumatori è reale: alcuni marchi potrebbero uscire dal mercato, con conseguenze a lungo termine.

Le conseguenze per il mercato italiano

Per l’automobilista italiano, la crescita dei marchi cinesi porta più scelta e prezzi più aggressivi, ma con un rischio concreto. La pressione dei costruttori cinesi ha spinto i prezzi a livelli senza precedenti, ma la fragilità di alcuni marchi potrebbe portare a problemi di garanzia e ricambi. Conviene quindi privilegiare i marchi cinesi già presenti in Italia con una rete e una storia alle spalle, piuttosto che le meteore che rischiano di sparire.

La quota dei marchi cinesi in Italia cresce al 13-14%, ma chi compra da un marchio nuovo rischia di trovarsi con un costruttore uscito dal mercato. La Cina, con la sua sovrapproduzione e la sua guerra di prezzi, ha trasformato il mercato italiano in un campo di battaglia, dove la scelta è più ampia ma i rischi sono sempre più evidenti.