Dreame chiude la divisione auto dopo un anno senza aver venduto un veicolo

Dreame chiude la divisione auto dopo un anno senza aver venduto un veicolo

Dreame chiude la divisione auto dopo un anno senza aver venduto un veicolo
Dreame chiude la divisione auto dopo un anno senza aver venduto un veicolo, con un organico ridotto a poche decine di persone
Dreame chiude la divisione auto dopo un anno senza aver venduto un veicolo, con un organico ridotto a poche decine di persone

Dreame, produttore cinese di aspirapolvere e robot da pavimento, ha annunciato la chiusura della sua divisione automobilistica dopo appena un anno dall’inizio dell’avventura nel settore, senza aver mai venduto un singolo veicolo. L’azienda, che aveva lanciato un progetto ambizioso con l’obiettivo di entrare nel mercato automobilistico, ha deciso di concentrarsi nuovamente sul proprio core business, ovvero i prodotti per la casa e la pulizia. L’annuncio, reso pubblico da fonti attendibili, segna un episodio significativo nel panorama dei nuovi marchi automobilistici cinesi, dove spesso si registrano sperimentazioni e, a volte, fallimenti.

Un anno di sperimentazione senza risultati

Dreame aveva iniziato il suo percorso nel settore automobilistico con un approccio controverso, presentando design che sembravano copiare modelli di lusso come la Bugatti Chiron e la Rolls-Royce Cullinan. A inizio 2026, durante il CES di Las Vegas, l’azienda aveva mostrato una versione fisica del suo concept, chiamato Nebula Next 01. Successivamente, aveva lanciato varianti come la Nebula Next 01X e la Nebula Next 01 Jet Edition, una coupé con propulsione a razzo che avrebbe raggiunto i 100 km/h in appena 0,9 secondi. Numeri che, con il senno di poi, sembravano troppo esagerati per essere veri.

Un progetto in bilico tra sogni e realtà

Le fonti riferiscono che l’auto-razzo mostrata al CES non aveva un telaio funzionante e doveva essere spostata da remoto durante l’evento. Inoltre, si sostiene che il modello fosse basato su un prodotto di modellismo, modificato con componenti fittizi per creare l’effetto di una supercar reale. L’organico del reparto auto, che aveva raggiunto quasi 1.000 dipendenti, è oggi ridotto a poche decine di persone, incaricate di gestire la liquidazione delle attività. La decisione di chiudere la divisione auto è stata influenzata anche da controlli delle autorità cinesi sui finanziamenti ricevuti dal progetto.

Con questa mossa, Dreame torna a concentrarsi sui settori in cui ha costruito la sua reputazione: aspirapolvere, robot tagliaerba, due ruote elettriche e robotica domestica. L’azienda, che ha sempre cercato di innovare e adattarsi ai mercati globali, ha dimostrato come l’ambizione nel settore automobilistico possa portare a risultati non sempre in linea con le aspettative. La sua storia, però, rimane un esempio di come i progetti di grandi ambizioni possano non sempre trovare il loro pubblico. La chiusura della divisione auto rappresenta un caso emblematico nel panorama dei nuovi marchi automobilistici cinesi. L’azienda, pur avendo dimostrato una forte capacità di adattamento e innovazione in altri settori, ha visto il suo progetto automobilistico fallire senza aver raggiunto i risultati sperati. La decisione di chiudere la divisione è un segnale di ritiro strategico.

La chiusura della divisione auto di Dreame segna un momento di riflessione per l’industria automobilistica cinese, dove l’innovazione e l’ambizione spesso si incontrano con le sfide del mercato reale. L’azienda, pur avendo dimostrato una forte capacità di adattamento e innovazione in altri settori, ha visto il suo progetto automobilistico fallire senza aver raggiunto i risultati sperati. La decisione di chiudere la divisione è un segnale di ritiro strategico, ma anche di una riflessione su come alcuni progetti possano non trovare il loro pubblico, anche se presentati con grande entusiasmo.

  • Dreame ha lanciato la divisione auto un anno fa
  • Non ha mai venduto un singolo veicolo
  • Ha presentato modelli con numeri esagerati
  • Ha ridotto l’organico a poche decine di persone
  • Torna a concentrarsi sul core business