Honda e Yamaha in crisi nel MotoGP: Pernat sottolinea la lontananza dal passato di dominio

Honda e Yamaha si trovano in difficoltà nel MotoGP, con Pernat che sottolinea la distanza dal loro passato di successo.

Honda e Yamaha in crisi nel MotoGP: Pernat sottolinea la lontananza dal passato di dominio
Concessionari e tecnici del MotoGP osservano la lontananza di Honda e Yamaha dal loro passato di successo
Concessionari e tecnici del MotoGP osservano la lontananza di Honda e Yamaha dal loro passato di successo

La crisi di Honda e Yamaha nel MotoGP

Il campionato mondiale di MotoGP 2026 segna un momento di profonda trasformazione per due dei più storici costruttori, Honda e Yamaha. Dopo anni di dominio, i due marchi giapponesi si trovano oggi a lottare per mantenere la loro posizione, con risultati che non soddisfano né i fan né i concessionari. Carlo Pernat, direttore generale del MotoGP, ha espresso preoccupazione per la situazione, sottolineando come la distanza tra i due costruttori e le squadre italiane come Ducati e Aprilia si sia fatta sempre più marcata.

La posizione di Yamaha è particolarmente critica

Yamaha, che ha concluso la stagione 2025 in fondo al campionato costruttori, si trova in una situazione simile nel 2026. Dopo dodici gare, la squadra ha accumulato solo 73 punti, un numero lontano dai 247 del 2025. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che la marca ha abbandonato il tradizionale motore a quattro cilindri in linea per adottare un V4, un passo tecnico che ha richiesto un adattamento significativo. Pernat ha riconosciuto che questa transizione ha sacrificato la stagione corrente, ma ha anche sottolineato che la squadra sta cercando di prepararsi al nuovo regolamento del 2027, che prevede un motore 850cc e una riduzione dell’aerodinamica.

La domanda di rinnovamento tecnico e finanziario

La crisi di Honda e Yamaha non riguarda solo la competizione sul circuito, ma anche la capacità di mantenere un rapporto forte con i concessionari e i clienti. Pernat ha sottolineato che i due costruttori sono sotto pressione da parte dei loro rivenditori e dei dettaglianti, che chiedono una risposta concreta. I budget dedicati al MotoGP sono estremamente elevati, con Honda che spende circa 80 milioni di euro e Yamaha intorno ai 60 milioni, mentre Aprilia si attesta a circa 20 milioni. Questa discrepanza ha reso la situazione ancora più complessa.

La strategia di Honda non convince

Se Yamaha ha un certo margine di manovra per migliorare, Honda si trova in una posizione ancora più difficile. Pernat ha espresso un giudizio più severo nei confronti del costruttore giapponese, sottolineando che nonostante i progressi negli ultimi anni, la sua competitività rimane inferiore a quella di Ducati. «Ils vendent 18 millions de motos par an, ils ne peuvent pas rester les bras croisés», ha detto Pernat. La squadra ha un budget elevato, ma i risultati non seguono. La lentezza nel processo di sviluppo tecnico e la mancanza di un’azione decisiva hanno reso la situazione ancora più critica.

Un futuro in bilico tra passato e presente

Il 2027 potrebbe rappresentare un’occasione decisiva per Honda e Yamaha. Il nuovo regolamento, che prevede un motore 850cc, una riduzione dell’aerodinamica e l’introduzione di Pirelli, potrebbe offrire ai due costruttori un’opportunità unica per ridurre l’errore e recuperare la posizione. Pernat ha riconosciuto che la transizione tecnica richiederà tempo, ma ha anche sottolineato che il momento è cruciale. «Si on avait dit il y a vingt ans que les constructeurs italiens domineraient le MotoGP et que Honda et Yamaha ne pourraient pas rivaliser avec Ducati et Aprilia, on aurait appelé une ambulance et on l’aurait emmené à l’asile», ha detto Pernat, riferendosi a un passato in cui i costruttori giapponesi dominavano senza alcun dubbio.

La situazione attuale, purtroppo, sembra essere l’opposto. Per Honda e Yamaha, il problema non è solo vincere le gare, ma evitare che la sconfitta diventi una normalità. La sfida è grande, ma la possibilità di un rilancio esiste. Il futuro del MotoGP dipende da quanto i due costruttori saranno in grado di reagire e di adattarsi a un’era in cui i concorrenti italiani si sono affermati come leader indiscussi.