L’autovelox non deve necessariamente essere segnalato con cartello luminoso

La Corte di Cassazione chiarisce che la mancanza di segnali luminosi non invalida una multa, ma l’assenza di certificazioni tecniche sì.

L’autovelox non deve necessariamente essere segnalato con cartello luminoso
Un automobilista contesta una multa per mancanza di segnale luminoso, ma la Cassazione chiarisce i requisiti legali
Un automobilista contesta una multa per mancanza di segnale luminoso, ma la Cassazione chiarisce i requisiti legali

Un cittadino ha portato un ricorso fino al terzo grado di giudizio, chiedendosi se l’autovelox deve essere segnalato con cartello luminoso. La Corte di Cassazione ha risposto in modo netto, chiarificando i doveri dell’amministrazione e i diritti del conducente. La sentenza ha stabilito che non esiste alcun obbligo per l’amministrazione di aggiungere luci o intermittenze per segnalare la presenza dell’autovelox. La legge impone che le postazioni siano preventivamente segnalate e ben visibili, ma questo requisito viene soddisfatto con gli appositi cartelli stradali ordinari.

La legge non impone segnali luminosi per l’autovelox

La Corte di Cassazione (Cass. civ. ord. n. 13630/21) ha chiarito che nessuna norma del Codice della Strada prevede che l’avvertimento del controllo elettronico debba essere anche luminescente. Il ricorso dell’automobilista, basato sulla mancanza di segnaletica luminosa, è quindi considerato infondato. La legge richiede solo che le postazioni siano segnalate e ben visibili, e non necessariamente con dispositivi lampeggianti o luminosi.

Chi deve dimostrare che l’autovelox funziona correttamente?

Un aspetto fondamentale della sentenza riguarda l’onere della prova. Inizialmente, il Tribunale aveva affermato che toccava all’automobilista dimostrare che l’apparecchio non fosse omologato o non funzionasse bene. La Corte di Cassazione ha corretto questa interpretazione, ricordando che l’onere della prova è indefettibile a carico della pubblica amministrazione. L’amministrazione deve depositare in giudizio i documenti che attestano la corretta taratura dell’autovelox. Se non lo fa, la multa perde validità. La sentenza ha ribaltato una interpretazione errata del Tribunale, che aveva invertito l’onere della prova. La Cassazione ha stabilito che non è il cittadino a dover provare che l’apparecchio non funziona, ma è l’ente che emette la multa a dover dimostrare che lo strumento è regolarmente tarato e omologato. Questo principio è ormai consolidato e rappresenta un’importante tutela per i cittadini.

La mancanza di segnali luminosi non invalida il verbale, ma l’assenza di certificazioni tecniche sì. La Corte ha ribadito che la legge non impone l’uso di dispositivi lampeggianti per segnalare la presenza dell’autovelox. L’obbligo è solo di segnalare la postazione in modo visibile, e questo può essere fatto con cartelli stradali ordinari. La sentenza ha quindi confermato che il ricorso dell’automobilista, basato solo sulla mancanza di segnaletica luminosa, è destinato a essere respinto. In sintesi, la Corte di Cassazione ha chiarito che la legge non impone segnali luminosi per l’autovelox, ma richiede che le postazioni siano segnalate e ben visibili. L’onere della prova del corretto funzionamento dell’apparecchio è a carico dell’amministrazione, non del cittadino. Questo principio rappresenta un’importante tutela per i conducenti, che non devono dimostrare tecnicamente il malfunzionamento di un dispositivo.

La legge non impone segnali luminosi per l’autovelox
L’onere della prova è a carico dell’amministrazione